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Email dall'Agenzia delle Entrate: vera o falsa? Come riconoscere le truffe (phishing)

Ricevi una email o una PEC a nome dell'Agenzia delle Entrate con una fattura da scaricare o un rimborso da riscuotere? Impara a distinguere le comunicazioni vere da quelle false (phishing), con la checklist dei segnali di truffa e cosa fare se hai già cliccato.

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No: l’Agenzia delle Entrate non ti invia fatture da scaricare via email o PEC, non ti chiede credenziali e non pretende pagamenti immediati con un link. Se ricevi un messaggio del genere, quasi certamente è phishing: un tentativo di truffa che sfrutta il nome del Fisco per rubarti dati o installarti un virus. In questa guida trovi i segnali per riconoscerlo e cosa fare, prima e dopo un eventuale clic.

Come comunica davvero l’Agenzia delle Entrate

Il punto di partenza è capire come il Fisco ti contatta legittimamente. Le comunicazioni ufficiali passano per canali precisi:

L’Agenzia non ti chiederà mai, via email, di inserire password, codici, dati della carta di credito o di effettuare un pagamento urgente cliccando su un link. Questa è la regola d’oro: se un messaggio te lo chiede, è falso.

I segnali di una email o PEC falsa

Ecco la checklist rapida. Anche un solo segnale dovrebbe farti fermare:

  1. Urgenza e minaccia. «Il tuo conto sarà bloccato», «hai 24 ore per pagare», «rimborso in scadenza». La fretta serve a farti sbagliare.
  2. Mittente sospetto. Il nome visualizzato può dire «Agenzia delle Entrate», ma l’indirizzo reale è diverso o strano. Controlla sempre l’indirizzo vero, non l’etichetta.
  3. Link e pulsanti da cliccare. «Scarica la fattura», «Verifica i tuoi dati», «Riscuoti il rimborso». Passa il mouse sul link (senza cliccare) e guarda dove punta davvero.
  4. Allegati inattesi, soprattutto archivi compressi (.zip), file .html o documenti che chiedono di «abilitare i contenuti» o le macro.
  5. Richiesta di dati personali o bancari. Nessun ente pubblico li chiede via email.
  6. Errori di grammatica, loghi sgranati, indirizzi web che imitano quello ufficiale con piccole variazioni.

Il dominio ufficiale dell’Agenzia è agenziaentrate.gov.it. Nel dubbio, non cliccare nulla: apri il browser e digita a mano l’indirizzo del sito, poi accedi alla tua area riservata per verificare se c’è davvero una comunicazione per te.

Le truffe più recenti (giugno 2026)

A giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate ha diffuso più di un avviso di sicurezza. Le campagne osservate sono un buon esempio di come si evolvono questi attacchi:

In tutti i casi la raccomandazione ufficiale è la stessa: non aprire allegati, non cliccare, cestinare il messaggio e verificare eventualmente sulla pagina «Focus sul phishing» del portale dell’Agenzia, dove vengono pubblicati gli avvisi ufficiali sulle campagne in corso.

Cosa fare se ricevi un messaggio sospetto

  1. Non cliccare su link e non aprire allegati.
  2. Non rispondere e non inoltrare il messaggio a colleghi o clienti.
  3. Verifica in autonomia: accedi all’area riservata digitando tu l’indirizzo ufficiale, oppure controlla la pagina «Focus sul phishing».
  4. Segnala il messaggio all’indirizzo dedicato indicato dall’Agenzia e, in caso, alla Polizia Postale.
  5. Cestina il messaggio dopo la segnalazione.

Cosa fare se hai già cliccato

Capita, soprattutto in giornate frenetiche. Agisci in fretta:

  1. Non inserire dati nella pagina che si è aperta e non eseguire eventuali file scaricati.
  2. Disconnetti il dispositivo dalla rete ed esegui una scansione antivirus completa.
  3. Cambia le password degli account potenzialmente esposti, a partire da email, PEC e home banking; attiva l’autenticazione a due fattori dove possibile.
  4. Se hai inserito dati bancari o della carta, contatta subito la banca per bloccare eventuali operazioni.
  5. Conserva le prove (screenshot, header del messaggio) e valuta una denuncia.

Il modo più semplice per non cascarci: sapere dove arrivano le fatture vere

Molte di queste truffe funzionano perché fanno leva su una cosa che aspetti davvero: una fattura. Ma una fattura elettronica legittima non ti arriva come allegato di una PEC con un pulsante da premere. Passa dal Sistema di Interscambio e la ritrovi nel canale con cui gestisci i documenti.

Con FatturaSmart le fatture passive che ricevi entrano dal canale ufficiale SDI e le trovi direttamente nel gestionale, associate al tuo codice destinatario. Questo ti dà un riferimento chiaro: la fattura vera è lì dentro; una «fattura» che ti chiede di scaricarla da un link esterno è, con ogni probabilità, un’esca. Se vuoi ricevere tutte le tue fatture in un unico posto affidabile, leggi come cambiare il codice destinatario con quello di FatturaSmart.

In sintesi

Domande frequenti

L'Agenzia delle Entrate manda fatture da scaricare via email o PEC?

No. Le fatture elettroniche viaggiano attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) e arrivano nel tuo cassetto fiscale o nel gestionale che usi per riceverle, non come allegato di una email o di una PEC con un pulsante «Scarica Fattura». Un messaggio che ti invita a scaricare una fattura da un link è quasi sempre un tentativo di phishing.

Come faccio a capire se una email dell'Agenzia delle Entrate è vera?

Controlla il mittente reale (non il nome visualizzato), diffida di toni urgenti e minacciosi, non fidarti dei link e degli allegati, e verifica sempre accedendo autonomamente all'area riservata dal sito ufficiale agenziaentrate.gov.it digitando l'indirizzo a mano. L'Agenzia non chiede mai credenziali, dati della carta o pagamenti immediati via email.

Ho cliccato sul link di una finta fattura: cosa faccio?

Non inserire alcun dato e non aprire eventuali file scaricati. Disconnetti il dispositivo da internet, esegui una scansione antivirus completa, cambia le password degli account potenzialmente esposti (soprattutto email, PEC e home banking) e, se hai inserito dati bancari, contatta subito la banca. Segnala l'accaduto e conserva il messaggio come prova.

A chi segnalo una email di phishing a nome del Fisco?

Puoi inoltrare il messaggio sospetto all'indirizzo dedicato indicato dall'Agenzia delle Entrate nella pagina «Focus sul phishing» del portale ufficiale, e in caso di truffa consumata sporgere denuncia alla Polizia Postale. Non rispondere mai direttamente al mittente sospetto.

Le fatture che ricevo su FatturaSmart sono sicure?

Sì: le fatture passive che ricevi in FatturaSmart arrivano tramite il canale ufficiale SDI, non come allegati di email esterne. Questo è già di per sé un filtro: sai che una fattura legittima la trovi nel tuo gestionale, mentre una «fattura» che ti arriva via PEC con un pulsante da cliccare va trattata con sospetto.

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