Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Imposta Sostitutiva

Cos'è l' Imposta Sostitutiva?

Imposta che nel regime forfettario sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP: aliquota ordinaria 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni delle nuove attività.

Fonti ufficiali: agenziaentrate.gov.it

Cos’è l’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva è un tributo unico che, nell’ambito del regime forfettario, prende il posto di più imposte ordinariamente dovute da chi svolge un’attività autonoma o d’impresa: l’IRPEF, le addizionali regionali e comunali all’IRPEF e l’IRAP. Invece di calcolare separatamente ciascuno di questi tributi, il contribuente forfettario versa un’unica imposta calcolata applicando un’aliquota fissa al reddito imponibile determinato in modo forfettario.

Questo meccanismo, introdotto dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (la cosiddetta Legge di Stabilità 2015), è pensato per semplificare gli adempimenti fiscali di professionisti, artigiani, commercianti e liberi professionisti con ricavi contenuti, rendendo prevedibile e facile da calcolare il carico fiscale annuale. Nel linguaggio comune, l’imposta sostitutiva viene spesso indicata anche come flat tax, proprio perché applica un’aliquota unica indipendentemente dallo scaglione di reddito, a differenza della tassazione progressiva IRPEF.

Come funziona l’imposta sostitutiva nel regime forfettario

Il calcolo del reddito imponibile

L’imposta sostitutiva non si applica direttamente sui ricavi o compensi incassati durante l’anno, ma su un reddito imponibile determinato in via forfettaria. Il calcolo avviene in due passaggi principali. Innanzitutto si applica ai ricavi o compensi lordi il coefficiente di redditività previsto per la propria attività economica, individuato in base al codice ATECO attribuito alla partita IVA: questo coefficiente varia a seconda del settore, da percentuali più basse per il commercio a percentuali più elevate per i servizi professionali, e rappresenta una stima forfettaria della redditività effettiva dell’attività.

Dal reddito così determinato è poi possibile dedurre i contributi previdenziali e assistenziali effettivamente versati nell’anno, comprese le somme versate alla gestione separata INPS o alla propria cassa previdenziale di categoria. Il risultato finale è il reddito imponibile su cui si calcola l’imposta sostitutiva.

Aliquota ordinaria e aliquota ridotta al 5%

Sul reddito imponibile si applica un’aliquota fissa del 15%, che rappresenta la misura ordinaria dell’imposta sostitutiva. Per le nuove attività, tuttavia, la legge prevede un’agevolazione significativa: l’aliquota è ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, a condizione che ricorrano specifici requisiti. In particolare, il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti l’apertura della nuova partita IVA, un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare; l’attività intrapresa non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoro dipendente o autonomo, salvo il caso del periodo di pratica obbligatoria; e, se si tratta della prosecuzione di un’attività d’impresa svolta in precedenza da un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare il limite di accesso al regime forfettario.

Trascorsi i cinque anni agevolati, oppure al venir meno anticipato dei requisiti per l’aliquota ridotta, si applica automaticamente l’aliquota ordinaria del 15% sul reddito imponibile.

Riferimenti normativi

La disciplina dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario è contenuta principalmente nell’articolo 1, commi 54-89, della Legge n. 190/2014, così come modificata da successivi interventi legislativi, tra cui la Legge di Bilancio 2023 che ha innalzato la soglia di ricavi per l’accesso al regime. Il comma 64 disciplina la determinazione del reddito imponibile tramite i coefficienti di redditività, mentre il comma 65 individua i requisiti per beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% destinata alle nuove attività. Le informazioni ufficiali aggiornate su requisiti, aliquote e modalità di calcolo sono disponibili sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Esempio pratico di calcolo

Un professionista con codice ATECO relativo a servizi di consulenza applica un coefficiente di redditività del 78%. Se nel corso dell’anno incassa 40.000 euro di compensi, il reddito lordo determinato forfettariamente sarà pari a 31.200 euro. Supponendo che abbia versato 6.000 euro di contributi previdenziali, il reddito imponibile scende a 25.200 euro. Se si tratta del secondo anno di una nuova attività avviata nel rispetto dei requisiti di legge, l’imposta sostitutiva dovuta sarà pari al 5% di 25.200 euro, cioè 1.260 euro.

Se invece lo stesso professionista opera da più di cinque anni, oppure non rispetta i requisiti per l’aliquota agevolata, l’imposta sostitutiva sarà calcolata al 15%, per un importo di 3.780 euro. La differenza tra i due scenari mostra chiaramente il beneficio economico riservato alle nuove attività nei primi anni di vita.

Differenza tra imposta sostitutiva e IRPEF ordinaria

Chi opera nel regime ordinario o nel regime semplificato è soggetto alla tassazione IRPEF progressiva a scaglioni, alla quale si aggiungono le addizionali regionali e comunali e, in molti casi, l’IRAP. Questo comporta un calcolo più articolato e, generalmente, un carico fiscale crescente all’aumentare del reddito. L’imposta sostitutiva, applicandosi con un’unica aliquota fissa, semplifica notevolmente la pianificazione fiscale, ma comporta anche l’impossibilità di dedurre analiticamente i costi effettivamente sostenuti, poiché il reddito imponibile è determinato in modo forfettario tramite il coefficiente di redditività, indipendentemente dalle spese reali. Per un confronto completo tra i diversi regimi disponibili, requisiti di accesso e obblighi di fatturazione, è utile consultare la guida ai regimi fiscali per professionisti.

Vantaggi e limiti dell’imposta sostitutiva

Il principale vantaggio dell’imposta sostitutiva è la prevedibilità: conoscendo in anticipo l’aliquota applicabile e il coefficiente di redditività del proprio settore, è possibile stimare con buona approssimazione il carico fiscale annuo già durante l’anno d’imposta, facilitando la pianificazione della liquidità. A questo si aggiunge la semplificazione degli adempimenti, poiché non è necessario predisporre le liquidazioni periodiche IVA né gestire la deduzione analitica dei singoli costi sostenuti.

Il limite principale riguarda proprio la determinazione forfettaria del reddito: chi sostiene costi elevati per la propria attività, superiori a quanto implicitamente riconosciuto dal coefficiente di redditività, non può dedurli analiticamente e potrebbe quindi trovarsi, in alcuni casi, con un carico fiscale relativamente più alto rispetto a quanto pagherebbe nel regime ordinario. Per questo motivo, la scelta tra regime forfettario e regime ordinario andrebbe sempre valutata caso per caso, tenendo conto della struttura dei costi e delle prospettive di crescita dell’attività.

Chi può beneficiare dell’imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva si applica a tutti i soggetti che rispettano i requisiti di accesso e permanenza nel regime forfettario, tra cui il limite di ricavi o compensi annui e l’assenza di partecipazioni rilevanti in società di persone o a responsabilità limitata operanti nello stesso settore. Questa forma di tassazione è particolarmente diffusa tra i freelancer e liberi professionisti, che spesso avviano una nuova partita IVA in regime forfettario proprio per beneficiare dell’aliquota ridotta al 5% nei primi anni di attività, riducendo il carico fiscale nella fase di avvio.

Anche i commercialisti seguono con attenzione questo meccanismo, poiché è compito loro verificare, per conto dei clienti, la sussistenza dei requisiti per l’accesso all’aliquota agevolata e calcolare correttamente l’imposta dovuta in sede di dichiarazione dei redditi, oltre a monitorare eventuali cause di decadenza dal regime nel corso dell’anno.

Come FatturaSmart supporta chi è in regime forfettario

Chi opera in regime forfettario deve comunque emettere fatture elettroniche tramite il Sistema di Interscambio, pur non applicando l’IVA in fattura. FatturaSmart semplifica questo processo generando automaticamente fatture con la corretta natura IVA prevista per il regime forfettario, tenendo traccia dei ricavi progressivi per monitorare l’avvicinamento alla soglia annua di accesso al regime e fornendo report utili al proprio commercialista per il calcolo dell’imposta sostitutiva in fase di dichiarazione.

Grazie a un’interfaccia intuitiva e all’assistenza diretta via WhatsApp, anche chi non ha competenze fiscali avanzate può gestire in autonomia la fatturazione elettronica senza il rischio di errori che potrebbero compromettere i benefici del regime agevolato e, di conseguenza, il corretto calcolo dell’imposta sostitutiva dovuta.

Domande Frequenti

Cos'è l'imposta sostitutiva del regime forfettario?
L'imposta sostitutiva è un unico tributo che, nel regime forfettario, sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP. Si applica al reddito imponibile calcolato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi, con aliquota ordinaria del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività se sussistono i requisiti di legge previsti dalla Legge 190/2014.
Quando si applica l'aliquota ridotta al 5%?
L'aliquota agevolata del 5% si applica per i primi cinque anni di attività a chi avvia una nuova attività in regime forfettario, a condizione che non abbia esercitato, nei tre anni precedenti, un'attività artistica, professionale o d'impresa, anche in forma associata o familiare, che la nuova attività non costituisca mera prosecuzione di un'attività precedente e che, in caso di prosecuzione di un'attività d'impresa altrui, i ricavi dell'anno precedente non superino il limite previsto per l'accesso al regime forfettario.
Come si fa a calcolare l'imposta sostitutiva nel regime forfettario?
Per calcolare l'imposta sostitutiva si parte dai ricavi o compensi incassati nell'anno, ai quali si applica il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO, ottenendo il reddito imponibile. Da questo importo si sottraggono eventuali contributi previdenziali versati, e sul risultato si applica l'aliquota del 15%, oppure del 5% se si rientra nei requisiti per le nuove attività, ottenendo così l'importo dovuto da versare tramite modello Redditi.
L'imposta sostitutiva sostituisce anche l'IVA?
No, l'imposta sostitutiva riguarda esclusivamente le imposte sui redditi (IRPEF, addizionali regionali e comunali) e l'IRAP. Chi aderisce al regime forfettario è comunque escluso dall'applicazione dell'IVA sulle fatture emesse verso i clienti, in base a una disposizione specifica della Legge 190/2014, ma questa esclusione dall'IVA è una regola distinta e autonoma rispetto al meccanismo dell'imposta sostitutiva sul reddito.
FatturaSmart aiuta a gestire la fatturazione in regime forfettario?
Sì, FatturaSmart supporta i professionisti in regime forfettario nella generazione delle fatture elettroniche con la corretta natura IVA N2.2, nel monitoraggio dei ricavi rispetto alla soglia annua e nella tracciabilità dei dati utili al calcolo dell'imposta sostitutiva, semplificando gli adempimenti fiscali senza necessità di competenze tecniche avanzate.

Prova FatturaSmart gratis per 30 giorni

Fatturazione elettronica semplice e moderna. Prova gratis per 30 giorni, assistenza WhatsApp inclusa.

30 giorni gratis A partire da €19,99/anno Disdici quando vuoi