Cos’è la flat tax
La flat tax è un’espressione mutuata dall’inglese, letteralmente “tassa piatta”, che indica un sistema di tassazione ad aliquota fissa, applicata indipendentemente dal livello di reddito prodotto. Nel dibattito fiscale internazionale il termine descrive modelli impositivi anche molto diversi tra loro, ma in Italia, nel linguaggio comune e mediatico, “flat tax” è diventato sinonimo dell’imposta sostitutiva del regime forfettario, il regime fiscale agevolato riservato a professionisti, artigiani e piccole imprese con ricavi entro una determinata soglia.
Chi si chiede flat tax cos’è nel contesto italiano deve sapere che non esiste una legge che utilizzi letteralmente questa dicitura: il termine tecnico corretto, adottato dal legislatore, è “imposta sostitutiva”, disciplinata dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (la cosiddetta Legge di Stabilità 2015), articolo 1, commi da 54 a 89.
Perché si parla di tassazione piatta
Si parla di tassazione “piatta” perché, a differenza dell’IRPEF ordinaria che applica aliquote progressive per scaglioni di reddito, l’imposta sostitutiva del regime forfettario prevede un’unica aliquota fissa, indipendentemente da quanto il contribuente guadagna entro i limiti di legge. Questa caratteristica distingue nettamente la flat tax forfettario dal regime ordinario, dove il carico fiscale cresce progressivamente insieme al reddito.
Come funziona la flat tax nel regime forfettario
Le due aliquote previste
La flat tax forfettario 2026 si applica secondo due aliquote distinte:
- 15%, aliquota ordinaria applicata alla generalità dei contribuenti in regime forfettario;
- 5%, aliquota ridotta riservata alle nuove attività per i primi cinque anni, a condizione che il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’apertura della partita IVA, un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare, e che la nuova attività non costituisca mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo.
Per un approfondimento sul meccanismo dell’aliquota agevolata rimandiamo alla voce imposta sostitutiva.
Come si calcola la base imponibile
La flat tax non si applica al fatturato lordo, ma a un reddito imponibile determinato in modo forfettario. Il calcolo avviene applicando ai ricavi o compensi percepiti un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO dell’attività svolta: il coefficiente può oscillare, a seconda del settore, tra il 40% e l’86% circa. Sul reddito imponibile così ottenuto, al netto dei contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno, si applica infine l’aliquota del 15% o del 5%.
Riferimenti normativi
La disciplina della flat tax italiana è stata introdotta dalla Legge n. 190/2014 e modificata più volte negli anni successivi. Le principali novità recenti:
- la Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 54-56) ha innalzato il limite di ricavi e compensi per l’accesso al regime da 65.000 a 85.000 euro annui;
- la stessa legge ha introdotto una causa di decadenza immediata dal regime nel caso in cui i ricavi o compensi percepiti nell’anno superino i 100.000 euro, con applicazione dell’IVA e del regime ordinario già a partire dalle operazioni successive al superamento.
Questi limiti restano validi anche per la flat tax forfettario 2026, salvo eventuali modifiche introdotte da future manovre di bilancio: è quindi buona prassi verificare ogni anno gli aggiornamenti pubblicati dall’Agenzia delle Entrate.
Requisiti per accedere alla flat tax
Per beneficiare della flat tax legata al regime forfettario, oltre al limite di ricavi, occorre rispettare ulteriori condizioni previste dalla normativa, tra cui:
- non superare il limite di 20.000 euro annui di spese per lavoro dipendente o assimilato;
- non detenere partecipazioni di controllo in società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella individuale;
- non svolgere l’attività prevalentemente nei confronti di un datore di lavoro con cui si abbia, o si sia avuto nei due anni precedenti, un rapporto di lavoro dipendente.
Chi rispetta questi requisiti può richiedere l’apertura della partita IVA direttamente in regime forfettario, oppure transitarvi da un altro regime a partire dall’anno fiscale successivo.
Un esempio pratico di calcolo
Ipotizziamo un consulente informatico con coefficiente di redditività del 67% che fattura 40.000 euro in un anno e versa 6.000 euro di contributi previdenziali. Il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente ai ricavi (40.000 × 67% = 26.800 euro), da cui si sottraggono i contributi versati (26.800 - 6.000 = 20.800 euro). Su questa base imponibile si applica la flat tax: con aliquota al 15% l’imposta dovuta sarebbe pari a 3.120 euro; se il consulente rientrasse nei requisiti per la start-up con aliquota al 5%, l’imposta scenderebbe a 1.040 euro.
Vantaggi e limiti della flat tax per chi ha partita IVA
Il principale vantaggio della flat tax partita IVA è la semplicità: un’unica aliquota sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP, riducendo drasticamente il carico fiscale rispetto al regime ordinario per redditi medio-bassi. A questo si aggiungono semplificazioni contabili, l’esonero dagli obblighi IVA nella maggior parte dei casi e minori adempimenti dichiarativi.
Il limite principale riguarda proprio la soglia di ricavi: superati gli 85.000 euro, o immediatamente oltre i 100.000 euro, il contribuente decade dal regime e rientra nella tassazione ordinaria progressiva, con il relativo aumento di adempimenti, tra cui l’obbligo di applicare l’IVA in fattura e gestire correttamente la fattura elettronica secondo le regole ordinarie.
Questi aspetti sono particolarmente rilevanti per i freelance e liberi professionisti, che devono monitorare costantemente i limiti di fatturato per non perdere i benefici della flat tax, e per i commercialisti, chiamati a gestire tale monitoraggio per conto di più clienti in regime forfettario. Per un confronto approfondito tra i regimi fiscali disponibili, la guida su regimi fiscali per professionisti analizza nel dettaglio requisiti, vantaggi e obblighi di fatturazione elettronica di forfettario, ordinario e semplificato.
Come FatturaSmart aiuta chi applica la flat tax
Chi opera in regime forfettario con flat tax deve comunque emettere fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione e, dal 2024, verso la generalità dei clienti secondo le regole ordinarie di fatturazione elettronica. FatturaSmart semplifica questi adempimenti offrendo modelli di fattura precompilati per i contribuenti forfettari, calcolo automatico dei contributi previdenziali e monitoraggio dei limiti di fatturato annuali, così da segnalare per tempo l’eventuale rischio di superamento della soglia degli 85.000 o dei 100.000 euro. In caso di dubbi sulla gestione fiscale quotidiana, l’assistenza diretta via WhatsApp consente di ottenere risposte rapide senza dover attendere l’apertura di un ticket.