Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Flat Tax

Cos'è la Flat Tax?

Espressione che indica la tassazione ad aliquota fissa; in Italia si riferisce all'imposta sostitutiva unica del regime forfettario, alternativa a IRPEF e addizionali.

Fonti ufficiali: agenziaentrate.gov.it

Cos’è la flat tax

La flat tax è un’espressione mutuata dall’inglese, letteralmente “tassa piatta”, che indica un sistema di tassazione ad aliquota fissa, applicata indipendentemente dal livello di reddito prodotto. Nel dibattito fiscale internazionale il termine descrive modelli impositivi anche molto diversi tra loro, ma in Italia, nel linguaggio comune e mediatico, “flat tax” è diventato sinonimo dell’imposta sostitutiva del regime forfettario, il regime fiscale agevolato riservato a professionisti, artigiani e piccole imprese con ricavi entro una determinata soglia.

Chi si chiede flat tax cos’è nel contesto italiano deve sapere che non esiste una legge che utilizzi letteralmente questa dicitura: il termine tecnico corretto, adottato dal legislatore, è “imposta sostitutiva”, disciplinata dalla Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (la cosiddetta Legge di Stabilità 2015), articolo 1, commi da 54 a 89.

Perché si parla di tassazione piatta

Si parla di tassazione “piatta” perché, a differenza dell’IRPEF ordinaria che applica aliquote progressive per scaglioni di reddito, l’imposta sostitutiva del regime forfettario prevede un’unica aliquota fissa, indipendentemente da quanto il contribuente guadagna entro i limiti di legge. Questa caratteristica distingue nettamente la flat tax forfettario dal regime ordinario, dove il carico fiscale cresce progressivamente insieme al reddito.

Come funziona la flat tax nel regime forfettario

Le due aliquote previste

La flat tax forfettario 2026 si applica secondo due aliquote distinte:

  • 15%, aliquota ordinaria applicata alla generalità dei contribuenti in regime forfettario;
  • 5%, aliquota ridotta riservata alle nuove attività per i primi cinque anni, a condizione che il contribuente non abbia esercitato, nei tre anni precedenti l’apertura della partita IVA, un’attività artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare, e che la nuova attività non costituisca mera prosecuzione di un’attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo.

Per un approfondimento sul meccanismo dell’aliquota agevolata rimandiamo alla voce imposta sostitutiva.

Come si calcola la base imponibile

La flat tax non si applica al fatturato lordo, ma a un reddito imponibile determinato in modo forfettario. Il calcolo avviene applicando ai ricavi o compensi percepiti un coefficiente di redditività che varia in base al codice ATECO dell’attività svolta: il coefficiente può oscillare, a seconda del settore, tra il 40% e l’86% circa. Sul reddito imponibile così ottenuto, al netto dei contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno, si applica infine l’aliquota del 15% o del 5%.

Riferimenti normativi

La disciplina della flat tax italiana è stata introdotta dalla Legge n. 190/2014 e modificata più volte negli anni successivi. Le principali novità recenti:

  • la Legge di Bilancio 2023 (Legge 29 dicembre 2022, n. 197, art. 1, commi 54-56) ha innalzato il limite di ricavi e compensi per l’accesso al regime da 65.000 a 85.000 euro annui;
  • la stessa legge ha introdotto una causa di decadenza immediata dal regime nel caso in cui i ricavi o compensi percepiti nell’anno superino i 100.000 euro, con applicazione dell’IVA e del regime ordinario già a partire dalle operazioni successive al superamento.

Questi limiti restano validi anche per la flat tax forfettario 2026, salvo eventuali modifiche introdotte da future manovre di bilancio: è quindi buona prassi verificare ogni anno gli aggiornamenti pubblicati dall’Agenzia delle Entrate.

Requisiti per accedere alla flat tax

Per beneficiare della flat tax legata al regime forfettario, oltre al limite di ricavi, occorre rispettare ulteriori condizioni previste dalla normativa, tra cui:

  • non superare il limite di 20.000 euro annui di spese per lavoro dipendente o assimilato;
  • non detenere partecipazioni di controllo in società a responsabilità limitata che svolgono attività riconducibili a quella individuale;
  • non svolgere l’attività prevalentemente nei confronti di un datore di lavoro con cui si abbia, o si sia avuto nei due anni precedenti, un rapporto di lavoro dipendente.

Chi rispetta questi requisiti può richiedere l’apertura della partita IVA direttamente in regime forfettario, oppure transitarvi da un altro regime a partire dall’anno fiscale successivo.

Un esempio pratico di calcolo

Ipotizziamo un consulente informatico con coefficiente di redditività del 67% che fattura 40.000 euro in un anno e versa 6.000 euro di contributi previdenziali. Il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente ai ricavi (40.000 × 67% = 26.800 euro), da cui si sottraggono i contributi versati (26.800 - 6.000 = 20.800 euro). Su questa base imponibile si applica la flat tax: con aliquota al 15% l’imposta dovuta sarebbe pari a 3.120 euro; se il consulente rientrasse nei requisiti per la start-up con aliquota al 5%, l’imposta scenderebbe a 1.040 euro.

Vantaggi e limiti della flat tax per chi ha partita IVA

Il principale vantaggio della flat tax partita IVA è la semplicità: un’unica aliquota sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP, riducendo drasticamente il carico fiscale rispetto al regime ordinario per redditi medio-bassi. A questo si aggiungono semplificazioni contabili, l’esonero dagli obblighi IVA nella maggior parte dei casi e minori adempimenti dichiarativi.

Il limite principale riguarda proprio la soglia di ricavi: superati gli 85.000 euro, o immediatamente oltre i 100.000 euro, il contribuente decade dal regime e rientra nella tassazione ordinaria progressiva, con il relativo aumento di adempimenti, tra cui l’obbligo di applicare l’IVA in fattura e gestire correttamente la fattura elettronica secondo le regole ordinarie.

Questi aspetti sono particolarmente rilevanti per i freelance e liberi professionisti, che devono monitorare costantemente i limiti di fatturato per non perdere i benefici della flat tax, e per i commercialisti, chiamati a gestire tale monitoraggio per conto di più clienti in regime forfettario. Per un confronto approfondito tra i regimi fiscali disponibili, la guida su regimi fiscali per professionisti analizza nel dettaglio requisiti, vantaggi e obblighi di fatturazione elettronica di forfettario, ordinario e semplificato.

Come FatturaSmart aiuta chi applica la flat tax

Chi opera in regime forfettario con flat tax deve comunque emettere fatture elettroniche verso la Pubblica Amministrazione e, dal 2024, verso la generalità dei clienti secondo le regole ordinarie di fatturazione elettronica. FatturaSmart semplifica questi adempimenti offrendo modelli di fattura precompilati per i contribuenti forfettari, calcolo automatico dei contributi previdenziali e monitoraggio dei limiti di fatturato annuali, così da segnalare per tempo l’eventuale rischio di superamento della soglia degli 85.000 o dei 100.000 euro. In caso di dubbi sulla gestione fiscale quotidiana, l’assistenza diretta via WhatsApp consente di ottenere risposte rapide senza dover attendere l’apertura di un ticket.

Domande Frequenti

Cos'è la flat tax in Italia e a chi si applica?
La flat tax è il termine con cui comunemente si indica l'imposta sostitutiva del regime forfettario italiano, disciplinata dalla Legge n. 190/2014. Si tratta di un'aliquota fissa, pari al 15% oppure al 5% per le nuove attività nei primi cinque anni, che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali e IRAP per i titolari di partita IVA con ricavi entro 85.000 euro annui che rispettano i requisiti di accesso al regime forfettario.
Qual è l'aliquota della flat tax nel regime forfettario 2026?
Nel regime forfettario l'aliquota ordinaria della flat tax è pari al 15% del reddito imponibile, determinato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi incassati nell'anno. È prevista inoltre un'aliquota ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, riservata a chi apre una nuova partita IVA senza continuità con un'attività precedente e rispetta gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa vigente.
Come si fa a calcolare l'importo della flat tax da versare?
Per calcolare la flat tax occorre prima determinare il reddito imponibile applicando ai ricavi annui il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO, quindi sottrarre i contributi previdenziali obbligatori versati nell'anno. Sul risultato ottenuto si applica l'aliquota del 15%, oppure del 5% se si rientra nei requisiti per le nuove attività. Il calcolo definitivo va effettuato in sede di dichiarazione dei redditi.
La flat tax è la stessa cosa del regime forfettario?
No, i due termini non coincidono perfettamente: il regime forfettario è il regime fiscale agevolato nel suo complesso, con requisiti di accesso, limiti di fatturato e semplificazioni contabili, mentre la flat tax è nello specifico l'imposta sostitutiva unica che tale regime prevede al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. In pratica, la flat tax è una componente, per quanto centrale, del più ampio regime forfettario.
Chi può perdere il diritto ad applicare la flat tax?
Chi supera 85.000 euro di ricavi o compensi nell'anno esce dal regime forfettario a partire dall'anno successivo, mentre chi supera immediatamente i 100.000 euro decade dal regime già durante l'anno in corso, con obbligo di applicare l'IVA sulle operazioni successive al superamento. Anche il mancato rispetto di altri requisiti, come i limiti sulle spese per lavoro dipendente, comporta la decadenza dai benefici della flat tax. Con FatturaSmart è possibile monitorare i limiti di fatturato per evitare superamenti involontari.

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