Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Coefficiente di Redditività

Cos'è il Coefficiente di Redditività?

Percentuale, stabilita in base al codice ATECO, che nel regime forfettario si applica ai ricavi per determinare il reddito imponibile su cui calcolare l'imposta sostitutiva.

Fonti ufficiali: agenziaentrate.gov.it

Cos’è il coefficiente di redditività

Il coefficiente di redditività è una percentuale fissata dalla legge che, nel regime forfettario, si applica ai ricavi o ai compensi conseguiti nell’anno per determinare il reddito imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva. Non è un valore unico per tutti i contribuenti: varia in base al settore di attività, individuato attraverso il codice ATECO comunicato in fase di apertura della partita IVA.

A differenza del regime ordinario, dove il reddito si calcola sottraendo i costi effettivamente sostenuti dai ricavi, nel forfettario i costi non vengono considerati analiticamente. Il legislatore ha stabilito percentuali forfettarie di abbattimento dei ricavi, diverse per ciascun gruppo di attività economiche, proprio per semplificare la determinazione del reddito imponibile senza obbligare il contribuente a tenere una contabilità analitica dei costi.

Come funziona: dal codice ATECO al reddito imponibile

Ogni contribuente in regime forfettario deve individuare il coefficiente di redditività corrispondente al proprio codice ATECO prevalente, cioè quello che genera la quota maggiore di ricavi o compensi. Questo valore, espresso in percentuale, si applica direttamente all’ammontare dei ricavi o compensi incassati nel periodo d’imposta, poiché il regime forfettario segue il principio di cassa.

La formula di calcolo

Il calcolo del reddito imponibile segue una formula semplice:

Reddito imponibile = Ricavi o compensi annui x Coefficiente di redditività

Dal reddito imponibile così ottenuto si sottraggono poi i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati nell’anno (INPS, casse professionali) per arrivare alla base su cui applicare l’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività in presenza dei requisiti di legge.

Le tabelle dei coefficienti per settore

I coefficienti, aggiornati e riepilogati nell’allegato n. 4 alla Legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono raggruppati per macro-settori di attività. Tra i più diffusi:

  • Industrie alimentari e delle bevande: 40%
  • Commercio all’ingrosso e al dettaglio: 40%
  • Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande: 40%
  • Commercio ambulante di altri prodotti: 54%
  • Costruzioni e attività immobiliari: 86%
  • Intermediari del commercio: 62%
  • Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione: 40%
  • Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie e di assistenza sociale: 78%
  • Altre attività economiche non diversamente classificate: 67%

Chi svolge una professione intellettuale, come consulenti, formatori o tecnici, rientra generalmente nel gruppo con coefficiente al 78%, mentre chi opera nel commercio applica coefficienti più bassi, spesso al 40%, proprio perché in quei settori l’incidenza dei costi sui ricavi è tipicamente più alta.

Normativa di riferimento

La disciplina del coefficiente di redditività è contenuta nell’articolo 1, commi 54-89, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015), che ha istituito il regime forfettario in sostituzione dei precedenti regimi agevolati. L’allegato n. 4 alla stessa legge riporta la tabella completa dei coefficienti applicabili per ciascun gruppo di codici ATECO. Le successive leggi di bilancio hanno modificato soglie di accesso e aliquote dell’imposta sostitutiva, ma la struttura dei coefficienti di redditività è rimasta sostanzialmente invariata nel tempo.

Esempio pratico di calcolo

Un consulente informatico con codice ATECO riconducibile al gruppo delle altre attività economiche (coefficiente 67%) che nel corso dell’anno fattura 40.000 euro di compensi calcola il reddito imponibile lordo così:

40.000 euro x 67% = 26.800 euro

Se durante l’anno ha versato 6.000 euro di contributi previdenziali alla propria cassa o all’INPS, il reddito imponibile netto diventa 26.800 - 6.000 = 20.800 euro. Su questa cifra si applica l’imposta sostitutiva: al 15% ordinario, l’imposta dovuta sarebbe 3.120 euro; se il professionista rientra nei requisiti di start-up agevolata, con attività avviata da meno di 5 anni, l’aliquota scende al 5%, con un’imposta di soli 1.040 euro.

Coefficiente di redditività e imposta sostitutiva

Il coefficiente di redditività e l’imposta sostitutiva lavorano insieme nel determinare il carico fiscale complessivo del forfettario: il primo stabilisce quale porzione dei ricavi sia effettivamente tassabile, il secondo indica l’aliquota da applicare a tale base. Un coefficiente basso, come il 40% del commercio, riduce sensibilmente il reddito imponibile rispetto ai ricavi lordi, mentre un coefficiente alto, come l’86% delle costruzioni, comporta una tassazione più vicina all’ammontare effettivo dei ricavi. Per questo motivo, conoscere con precisione il proprio coefficiente è determinante per stimare correttamente le imposte da accantonare durante l’anno.

Più attività e più codici ATECO: come gestire coefficienti diversi

Chi esercita più attività con codici ATECO differenti deve individuare, per ciascuna di esse, il coefficiente di redditività corrispondente e applicarlo separatamente ai ricavi generati da quella specifica attività. Il reddito imponibile complessivo si ottiene sommando i redditi parziali calcolati con i rispettivi coefficienti. È quindi fondamentale annotare correttamente, fattura per fattura, a quale attività si riferisce ciascun compenso, soprattutto per i Freelancer e Liberi Professionisti che spesso affiancano più codici ATECO nella propria attività.

Ad esempio, un professionista che affianca all’attività di consulenza, con coefficiente al 78%, anche la vendita di prodotti digitali riconducibile al commercio al dettaglio, con coefficiente al 40%, dovrà applicare il coefficiente corretto a ciascuna quota di ricavi, sommando poi i due redditi parziali per ottenere il reddito imponibile complessivo da riportare in dichiarazione.

Come FatturaSmart aiuta a gestire il regime forfettario

Calcolare correttamente il reddito imponibile richiede attenzione al codice ATECO utilizzato in fattura e alla corretta imputazione dei compensi per attività, soprattutto quando si opera con più codici. FatturaSmart supporta i professionisti in regime forfettario nella gestione della fatturazione elettronica, associando ricavi e codici ATECO e semplificando il monitoraggio dei compensi incassati nel periodo d’imposta. Grazie all’assistenza diretta via WhatsApp, chi ha dubbi sul proprio coefficiente di redditività o sulla corretta classificazione ATECO può ricevere supporto rapido senza dover ricorrere sempre al proprio commercialista per ogni chiarimento operativo. Per un confronto più ampio tra i regimi fiscali disponibili, è utile consultare la guida su Regimi Fiscali per Professionisti: Forfettario, Ordinario e Semplificato, utile anche per i Commercialisti che seguono più clienti con coefficienti diversi.

Domande Frequenti

Come si fa a individuare il coefficiente di redditività corretto per la propria attività?
Il coefficiente di redditività si individua a partire dal codice ATECO comunicato all'Agenzia delle Entrate in fase di apertura o variazione della partita IVA. Occorre verificare in quale dei nove gruppi previsti dall'allegato n. 4 alla Legge 190/2014 rientra il proprio codice: ogni gruppo corrisponde a una percentuale specifica, da applicare ai ricavi o compensi per calcolare il reddito imponibile in regime forfettario.
Il coefficiente di redditività tiene conto dei costi effettivamente sostenuti?
No, il coefficiente di redditività è un valore forfettario che non considera i costi reali sostenuti nell'attività. Il legislatore ha già incorporato una stima media dei costi nella percentuale stessa: più basso è il coefficiente, maggiore è la quota di ricavi considerata come costo figurativo. Per questo motivo chi ha costi effettivi molto superiori alla media del settore potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario, dove i costi si deducono analiticamente.
Cosa succede se svolgo più attività con codici ATECO diversi?
Se un contribuente in regime forfettario svolge più attività riconducibili a codici ATECO differenti, deve applicare il coefficiente di redditività specifico a ciascuna quota di ricavi generata da quella attività, tenendo una distinzione chiara nelle fatture emesse. Il reddito imponibile complessivo si ottiene sommando i redditi parziali calcolati separatamente per ciascuna attività, prima di sottrarre i contributi previdenziali versati e applicare l'imposta sostitutiva.
Il coefficiente di redditività può cambiare nel tempo?
Sì, il coefficiente di redditività può variare se cambia il codice ATECO prevalente dell'attività svolta, ad esempio in seguito a una diversificazione dei servizi offerti o a una variazione comunicata all'Agenzia delle Entrate. Le percentuali stabilite dalla Legge 190/2014 restano invece fisse nel tempo per ciascun gruppo di attività, salvo interventi normativi futuri che modifichino l'allegato n. 4. È quindi importante verificare periodicamente che il codice ATECO utilizzato rifletta l'attività effettivamente svolta.
FatturaSmart aiuta a calcolare il coefficiente di redditività applicabile?
FatturaSmart non sostituisce la consulenza di un commercialista per il calcolo delle imposte, ma supporta i professionisti in regime forfettario nella gestione della fatturazione elettronica, associando i ricavi ai codici ATECO utilizzati e semplificando il monitoraggio dei compensi incassati nell'anno. Grazie all'assistenza diretta via WhatsApp, chi ha dubbi operativi sulla classificazione ATECO delle proprie fatture può ricevere supporto rapido per organizzare correttamente i dati necessari al calcolo del reddito imponibile.

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