Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Codici Natura IVA (N1-N7)

Cos'è i Codici Natura IVA (N1-N7)?

Codici alfanumerici (N1-N7) del tracciato FatturaPA che indicano il motivo per cui una riga di fattura non è assoggettata a IVA con aliquota ordinaria.

Fonti ufficiali: agenziaentrate.gov.it

Cos’è il codice Natura IVA

Nel tracciato XML della fattura elettronica, ogni riga (blocco 2.2.2 DettaglioLinee) deve indicare un’aliquota IVA oppure, quando l’operazione non è assoggettata a imposta con aliquota ordinaria, un codice Natura. Il codice Natura non è una scelta stilistica: identifica il motivo giuridico per cui su quella specifica riga non viene applicata l’IVA nel modo consueto, e permette al Sistema di Interscambio e all’Agenzia delle Entrate di ricostruire correttamente la posizione fiscale del contribuente.

I codici attualmente in uso vanno da N1 a N7, ciascuno riferito a una categoria di operazioni definita dal DPR 633/1972 (il decreto che disciplina l’IVA) o da normative speciali. Dalla versione 1.6 del tracciato FatturaPA (obbligatoria dal 1° gennaio 2021), alcuni di questi codici (N2, N3 e N6) sono stati suddivisi in sottocategorie più specifiche, per ridurre gli scarti e gli errori di classificazione.

Perché è importante indicare il codice giusto

Un codice Natura errato non blocca automaticamente l’invio tramite il Sistema di Interscambio, ma può generare una notifica di scarto se il campo è incompatibile con altri dati della fattura, ad esempio un’aliquota IVA valorizzata insieme a un codice Natura, operazione non ammessa. Più in generale, un codice sbagliato compromette la coerenza dei dati che l’Agenzia delle Entrate utilizza per i controlli incrociati, con il rischio di dover correggere la fattura con una nota di credito e riemetterla. Per chi gestisce fatturazione per conto terzi, come i commercialisti, l’attenzione a questo dettaglio è ancora più rilevante perché un errore sistematico si ripete su decine di fatture.

I sette codici Natura IVA

N1 - Escluse ex art. 15

Riguarda le operazioni escluse dalla base imponibile IVA ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972: tipicamente anticipazioni fatte in nome e per conto del cliente, interessi moratori e penalità per ritardi di pagamento, imposta di bollo addebitata in fattura. Sono importi che non costituiscono corrispettivo della prestazione principale.

N2 - Non soggette

Si applica alle operazioni che restano fuori dal campo di applicazione dell’IVA. Si distingue in N2.1, per le operazioni non soggette per carenza del requisito di territorialità (artt. da 7 a 7-septies DPR 633/1972, tipico delle prestazioni rese a committenti esteri), e N2.2, per le altre ipotesi di non assoggettamento, ad esempio cessioni di quote sociali o operazioni escluse per mancanza del presupposto soggettivo o oggettivo.

N3 - Non imponibili

Comprende operazioni imponibili per natura ma senza applicazione dell’imposta per espressa previsione di legge, con sei sottocodici: N3.1 esportazioni (art. 8, comma 1, lett. a e b), N3.2 cessioni intracomunitarie (art. 41 DL 331/1993), N3.3 cessioni verso San Marino, N3.4 operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione (art. 8-bis), N3.5 operazioni con dichiarazione d’intento per esportatori abituali (art. 8, comma 1, lett. c), N3.6 altre operazioni non imponibili.

N4 - Esenti

Individua le operazioni esenti ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972: prestazioni sanitarie, servizi assicurativi e finanziari, prestazioni didattiche, locazioni di immobili abitativi in alcuni casi. Sono operazioni rilevanti ai fini IVA ma per le quali il legislatore ha previsto un’esenzione espressa.

N5 - Regime del margine / IVA non esposta in fattura

Si usa per le cessioni soggette al regime del margine (beni usati, oggetti d’arte, antiquariato, DL 41/1995) e per le operazioni delle agenzie di viaggio, dove l’IVA è calcolata solo sul margine e non viene esposta separatamente in fattura.

N6 - Reverse charge (inversione contabile)

Riguarda le operazioni soggette a reverse charge, in cui l’obbligo di versare l’imposta si sposta dal fornitore al cliente. Il codice si articola in nove sottocategorie (N6.1-N6.9): cessioni di rottami e materiali di recupero, subappalto nel settore edile, cessioni di fabbricati, cessioni di telefoni cellulari, cessioni di prodotti elettronici, prestazioni comparto edile e settori connessi, operazioni settore energetico, cessioni di oro e argento puro, altri casi.

N7 - IVA assolta in altro Stato UE

Utilizzato principalmente per le vendite a distanza intracomunitarie di beni e per alcune prestazioni di servizi elettronici, telecomunicazioni e teleradiodiffusione rese a consumatori finali in altri Paesi UE, quando l’IVA viene versata nello Stato membro di destinazione, tipicamente tramite il regime OSS (One Stop Shop).

Riferimenti normativi

Il quadro di riferimento resta il DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA), in particolare gli articoli 7-7-septies (territorialità), 8 e 8-bis (non imponibilità), 10 (esenzioni), 15 (esclusioni) e 17 (reverse charge). Le specifiche tecniche del tracciato XML FatturaPA, definite dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, stabiliscono invece la codifica operativa dei valori N1-N7 e i relativi sottocodici da riportare nel campo Natura del file XML.

Come scegliere il codice Natura corretto

La scelta parte sempre dalla qualificazione fiscale dell’operazione, non dal tipo di cliente. Prima si individua se l’operazione è imponibile, non imponibile, esente, esclusa o soggetta a reverse charge in base alla normativa IVA; solo dopo si seleziona il sottocodice più preciso disponibile nel tracciato. In caso di dubbio, è sempre utile verificare con il proprio consulente fiscale, soprattutto per operazioni miste o transfrontaliere, dove intervengono anche adempimenti collegati come l’esterometro o il VIES.

Errori frequenti e conseguenze

Gli errori più comuni riguardano l’uso di N2 generico quando sarebbe necessario specificare N2.1 o N2.2, la confusione tra N3 (non imponibile) e N4 (esente), e l’omissione del sottocodice corretto in N6 per le operazioni di reverse charge. Questi errori possono generare notifiche di scarto riconducibili ai relativi codici di errore SDI, oppure, se la fattura viene comunque accettata, disallineamenti nei dati precompilati dall’Agenzia delle Entrate e nelle liquidazioni periodiche IVA.

Come FatturaSmart aiuta a gestire i codici Natura

FatturaSmart guida la compilazione della fattura suggerendo il codice Natura coerente con la tipologia di operazione selezionata, riducendo il rischio di errori manuali e di scarti da parte del Sistema di Interscambio. Per chi opera in regime forfettario o gestisce fatture verso l’estero, come molti freelance e liberi professionisti, avere il codice Natura corretto già proposto in fase di emissione significa risparmiare tempo ed evitare correzioni successive. In caso di dubbi operativi, l’assistenza diretta via WhatsApp di FatturaSmart consente di chiarire rapidamente quale codice utilizzare per casi specifici.

Per un quadro più ampio su come si inserisce questo aspetto nell’intero processo di fatturazione, consulta la guida completa alla fatturazione elettronica.

Domande Frequenti

Cos'è il codice Natura IVA e a cosa serve nella fattura elettronica?
Il codice Natura IVA è un valore alfanumerico, da N1 a N7, che nel tracciato XML della fattura elettronica indica il motivo per cui una riga non è soggetta all'aliquota IVA ordinaria. Va inserito al posto dell'aliquota quando l'operazione è esclusa, non soggetta, non imponibile, esente, in regime del margine, in reverse charge o con IVA assolta in un altro Stato UE.
Qual è la differenza tra i codici N2, N3 e N6 in fattura?
N2 indica operazioni non soggette a IVA, ad esempio per mancanza del requisito di territorialità verso committenti esteri; N3 riguarda operazioni non imponibili come esportazioni e cessioni intracomunitarie; N6 si usa per le operazioni soggette a reverse charge, in cui l'obbligo di versare l'imposta passa dal fornitore al cliente, come nel subappalto edile o nella cessione di rottami.
Come si fa a scegliere il codice Natura corretto per una fattura senza IVA?
Bisogna prima individuare la qualificazione fiscale dell'operazione secondo il DPR 633/1972, verificando se è esclusa, non soggetta, non imponibile, esente o in reverse charge, e poi selezionare il sottocodice più specifico previsto dal tracciato FatturaPA, ad esempio N3.2 per le cessioni intracomunitarie. In caso di dubbio è utile confrontarsi con il proprio commercialista, soprattutto per operazioni con l'estero.
Cosa succede se si indica un codice Natura IVA sbagliato in fattura?
Un codice Natura errato può generare uno scarto da parte del Sistema di Interscambio se incompatibile con altri dati della fattura, oppure, se la fattura viene comunque accolta, un disallineamento nei dati precompilati dall'Agenzia delle Entrate e nelle liquidazioni periodiche IVA. In questi casi è spesso necessario emettere una nota di credito e ricreare la fattura con il codice corretto.
FatturaSmart aiuta a scegliere il codice Natura giusto in automatico?
Sì, FatturaSmart suggerisce il codice Natura più adatto in base al tipo di operazione selezionata in fase di emissione della fattura, riducendo il rischio di errori e di scarti dal Sistema di Interscambio. Per i casi più complessi, come operazioni transfrontaliere o regimi speciali, è comunque disponibile l'assistenza diretta via WhatsApp per un supporto rapido.

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