Cos’è il codice Natura IVA
Nel tracciato XML della fattura elettronica, ogni riga (blocco 2.2.2 DettaglioLinee) deve indicare un’aliquota IVA oppure, quando l’operazione non è assoggettata a imposta con aliquota ordinaria, un codice Natura. Il codice Natura non è una scelta stilistica: identifica il motivo giuridico per cui su quella specifica riga non viene applicata l’IVA nel modo consueto, e permette al Sistema di Interscambio e all’Agenzia delle Entrate di ricostruire correttamente la posizione fiscale del contribuente.
I codici attualmente in uso vanno da N1 a N7, ciascuno riferito a una categoria di operazioni definita dal DPR 633/1972 (il decreto che disciplina l’IVA) o da normative speciali. Dalla versione 1.6 del tracciato FatturaPA (obbligatoria dal 1° gennaio 2021), alcuni di questi codici (N2, N3 e N6) sono stati suddivisi in sottocategorie più specifiche, per ridurre gli scarti e gli errori di classificazione.
Perché è importante indicare il codice giusto
Un codice Natura errato non blocca automaticamente l’invio tramite il Sistema di Interscambio, ma può generare una notifica di scarto se il campo è incompatibile con altri dati della fattura, ad esempio un’aliquota IVA valorizzata insieme a un codice Natura, operazione non ammessa. Più in generale, un codice sbagliato compromette la coerenza dei dati che l’Agenzia delle Entrate utilizza per i controlli incrociati, con il rischio di dover correggere la fattura con una nota di credito e riemetterla. Per chi gestisce fatturazione per conto terzi, come i commercialisti, l’attenzione a questo dettaglio è ancora più rilevante perché un errore sistematico si ripete su decine di fatture.
I sette codici Natura IVA
N1 - Escluse ex art. 15
Riguarda le operazioni escluse dalla base imponibile IVA ai sensi dell’art. 15 del DPR 633/1972: tipicamente anticipazioni fatte in nome e per conto del cliente, interessi moratori e penalità per ritardi di pagamento, imposta di bollo addebitata in fattura. Sono importi che non costituiscono corrispettivo della prestazione principale.
N2 - Non soggette
Si applica alle operazioni che restano fuori dal campo di applicazione dell’IVA. Si distingue in N2.1, per le operazioni non soggette per carenza del requisito di territorialità (artt. da 7 a 7-septies DPR 633/1972, tipico delle prestazioni rese a committenti esteri), e N2.2, per le altre ipotesi di non assoggettamento, ad esempio cessioni di quote sociali o operazioni escluse per mancanza del presupposto soggettivo o oggettivo.
N3 - Non imponibili
Comprende operazioni imponibili per natura ma senza applicazione dell’imposta per espressa previsione di legge, con sei sottocodici: N3.1 esportazioni (art. 8, comma 1, lett. a e b), N3.2 cessioni intracomunitarie (art. 41 DL 331/1993), N3.3 cessioni verso San Marino, N3.4 operazioni assimilate alle cessioni all’esportazione (art. 8-bis), N3.5 operazioni con dichiarazione d’intento per esportatori abituali (art. 8, comma 1, lett. c), N3.6 altre operazioni non imponibili.
N4 - Esenti
Individua le operazioni esenti ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972: prestazioni sanitarie, servizi assicurativi e finanziari, prestazioni didattiche, locazioni di immobili abitativi in alcuni casi. Sono operazioni rilevanti ai fini IVA ma per le quali il legislatore ha previsto un’esenzione espressa.
N5 - Regime del margine / IVA non esposta in fattura
Si usa per le cessioni soggette al regime del margine (beni usati, oggetti d’arte, antiquariato, DL 41/1995) e per le operazioni delle agenzie di viaggio, dove l’IVA è calcolata solo sul margine e non viene esposta separatamente in fattura.
N6 - Reverse charge (inversione contabile)
Riguarda le operazioni soggette a reverse charge, in cui l’obbligo di versare l’imposta si sposta dal fornitore al cliente. Il codice si articola in nove sottocategorie (N6.1-N6.9): cessioni di rottami e materiali di recupero, subappalto nel settore edile, cessioni di fabbricati, cessioni di telefoni cellulari, cessioni di prodotti elettronici, prestazioni comparto edile e settori connessi, operazioni settore energetico, cessioni di oro e argento puro, altri casi.
N7 - IVA assolta in altro Stato UE
Utilizzato principalmente per le vendite a distanza intracomunitarie di beni e per alcune prestazioni di servizi elettronici, telecomunicazioni e teleradiodiffusione rese a consumatori finali in altri Paesi UE, quando l’IVA viene versata nello Stato membro di destinazione, tipicamente tramite il regime OSS (One Stop Shop).
Riferimenti normativi
Il quadro di riferimento resta il DPR 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA), in particolare gli articoli 7-7-septies (territorialità), 8 e 8-bis (non imponibilità), 10 (esenzioni), 15 (esclusioni) e 17 (reverse charge). Le specifiche tecniche del tracciato XML FatturaPA, definite dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate, stabiliscono invece la codifica operativa dei valori N1-N7 e i relativi sottocodici da riportare nel campo Natura del file XML.
Come scegliere il codice Natura corretto
La scelta parte sempre dalla qualificazione fiscale dell’operazione, non dal tipo di cliente. Prima si individua se l’operazione è imponibile, non imponibile, esente, esclusa o soggetta a reverse charge in base alla normativa IVA; solo dopo si seleziona il sottocodice più preciso disponibile nel tracciato. In caso di dubbio, è sempre utile verificare con il proprio consulente fiscale, soprattutto per operazioni miste o transfrontaliere, dove intervengono anche adempimenti collegati come l’esterometro o il VIES.
Errori frequenti e conseguenze
Gli errori più comuni riguardano l’uso di N2 generico quando sarebbe necessario specificare N2.1 o N2.2, la confusione tra N3 (non imponibile) e N4 (esente), e l’omissione del sottocodice corretto in N6 per le operazioni di reverse charge. Questi errori possono generare notifiche di scarto riconducibili ai relativi codici di errore SDI, oppure, se la fattura viene comunque accettata, disallineamenti nei dati precompilati dall’Agenzia delle Entrate e nelle liquidazioni periodiche IVA.
Come FatturaSmart aiuta a gestire i codici Natura
FatturaSmart guida la compilazione della fattura suggerendo il codice Natura coerente con la tipologia di operazione selezionata, riducendo il rischio di errori manuali e di scarti da parte del Sistema di Interscambio. Per chi opera in regime forfettario o gestisce fatture verso l’estero, come molti freelance e liberi professionisti, avere il codice Natura corretto già proposto in fase di emissione significa risparmiare tempo ed evitare correzioni successive. In caso di dubbi operativi, l’assistenza diretta via WhatsApp di FatturaSmart consente di chiarire rapidamente quale codice utilizzare per casi specifici.
Per un quadro più ampio su come si inserisce questo aspetto nell’intero processo di fatturazione, consulta la guida completa alla fatturazione elettronica.