Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Codice CUP

Cos'è il Codice CUP?

Il Codice CUP (Codice Unico di Progetto) identifica un investimento pubblico e va indicato nelle fatture legate a opere o incentivi finanziati con fondi pubblici.

Cos’è il Codice CUP

Il Codice CUP, acronimo di Codice Unico di Progetto, è un codice alfanumerico che identifica in modo univoco un investimento pubblico, sia esso un’opera infrastrutturale, un incentivo, un contributo o un progetto finanziato con risorse pubbliche, comprese quelle del PNRR. Il sistema è gestito dal DIPE — Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ne assicura l’assegnazione e il monitoraggio nell’ambito del Sistema di Monitoraggio degli Investimenti Pubblici.

A differenza del Codice CIG, che identifica una singola procedura di gara, il CUP accompagna l’intero progetto di investimento per tutta la sua durata, dalla fase di programmazione fino alla rendicontazione finale, anche quando il progetto si articola in più appalti o affidamenti distinti.

A cosa serve il Codice CUP

Il Codice CUP nasce per garantire la tracciabilità della spesa pubblica e per consentire alle amministrazioni di monitorare l’andamento degli investimenti finanziati con fondi statali, regionali, comunitari o derivanti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Attraverso il CUP è possibile ricostruire in ogni momento a quale progetto sono destinate determinate risorse, evitando sovrapposizioni e duplicazioni di finanziamento e facilitando i controlli della Corte dei Conti e degli altri organi di vigilanza.

Per i professionisti e le imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione, indicare correttamente il CUP nella fattura elettronica significa contribuire a questo sistema di tracciabilità e, allo stesso tempo, evitare che la fattura generi contestazioni o ritardi da parte dell’ente committente.

Come funziona il Codice CUP

Struttura del codice

Il CUP è composto da 15 caratteri alfanumerici generati automaticamente dal sistema informativo gestito dal DIPE. Al suo interno sono codificate informazioni come la natura del soggetto titolare del progetto, la tipologia di intervento (opera pubblica, acquisto di beni e servizi, incentivo, contributo) e l’anno di assegnazione. Il codice viene creato tramite l’apposito portale online e resta invariato per tutta la vita del progetto, anche se questo si articola in più fasi o in più contratti separati.

Chi richiede il Codice CUP

La richiesta del CUP spetta al soggetto titolare del progetto di investimento pubblico, tipicamente il Responsabile Unico del Procedimento (RUP) dell’ente che promuove l’opera o l’iniziativa. Il codice viene generato prima dell’avvio del progetto e comunicato ai soggetti esecutori, ovvero le imprese e i professionisti coinvolti nella realizzazione, che dovranno poi riportarlo nei documenti amministrativi e contabili, comprese le fatture emesse.

Normativa di riferimento

L’obbligo di richiedere il Codice Unico di Progetto per gli investimenti pubblici è stato introdotto dall’articolo 11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, che ha istituito il CUP; il Sistema di Monitoraggio degli Investimenti Pubblici (MIP) fu invece istituito dall’articolo 1, commi 5 e 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Le modalità operative di funzionamento del CUP sono state definite dalla delibera CIPE n. 143 del 27 dicembre 2002 e dai successivi aggiornamenti.

L’obbligo di indicare il CUP negli atti amministrativi e contabili relativi ai progetti finanziati con risorse pubbliche, comprese le fatture, discende inoltre dall’articolo 11 della legge 3/2003 (comma 2-bis, introdotto dal D.L. 76/2020) e, per l’indicazione nelle fatture, dal D.L. 13/2023 conv. L. 41/2023 (obbligo dal 1° giugno 2023, a pena di inammissibilità). Per i lavori pubblici, questo obbligo si integra con le disposizioni sulla tracciabilità dei pagamenti previste dalla legge 13 agosto 2010, n. 136, che riguarda in particolare, insieme al CUP, anche il Codice CIG.

Codice CUP e fattura elettronica

Dove inserire il CUP nella fattura elettronica

Nel tracciato dell’XML FatturaPA, il Codice CUP trova posto in uno dei blocchi DatiOrdineAcquisto, DatiContratto, DatiConvenzione, DatiRicezione o DatiFattureCollegate (tutti all’interno di DatiGenerali), nel campo CodiceCUP, lo stesso blocco in cui, se presente, viene riportato anche il Codice CIG. Una volta compilato correttamente, il file XML viene trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SDI) all’ente pubblico destinatario, che potrà così associare la fattura al relativo progetto di investimento nei propri sistemi di rendicontazione.

Un errore comune consiste nel confondere il campo destinato al CUP con quello riservato al CIG o nel riportare il codice in modo incompleto: entrambe le situazioni possono generare ritardi nei controlli contabili dell’ente pubblico, anche se non sempre comportano lo scarto tecnico della fattura da parte dello SDI.

Differenza tra Codice CUP e Codice CIG

Il CUP e il Codice CIG sono spesso citati insieme perché entrambi concorrono alla tracciabilità della spesa pubblica, ma hanno funzioni distinte. Il CUP identifica il progetto di investimento nel suo complesso, dalla programmazione alla rendicontazione, e può restare invariato anche quando il progetto coinvolge più contratti. Il CIG, invece, identifica la singola procedura di gara o affidamento ed è assegnato dall’ANAC. Un unico progetto contrassegnato da un CUP può quindi comprendere più appalti, ciascuno con il proprio CIG.

Quando è obbligatorio il Codice CUP in fattura

Il Codice CUP non è richiesto in tutte le fatture emesse verso la Pubblica Amministrazione, ma solo in quelle collegate a un progetto di investimento pubblico, come opere pubbliche, interventi infrastrutturali, incentivi economici o contributi a fondo perduto finanziati con risorse statali, regionali, comunitarie o del PNRR. Per le forniture correnti di beni e servizi non collegate a un progetto di investimento, l’indicazione del CUP generalmente non è necessaria.

È comunque l’ente committente a comunicare al fornitore se, per quel determinato contratto, sia richiesta l’indicazione del CUP, del CIG o di entrambi i codici in fattura, spesso già a partire dalla documentazione di gara o dalla lettera di affidamento.

Esempi pratici

Un caso tipico riguarda gli architetti e ingegneri incaricati della progettazione o direzione lavori di un’opera pubblica finanziata con fondi del PNRR: in questo caso il CUP assegnato al progetto complessivo deve comparire in ogni fattura emessa dal professionista nei confronti dell’ente appaltante, insieme all’eventuale CIG relativo al singolo incarico e alle indicazioni previste per lo split payment.

Un altro esempio riguarda le imprese beneficiarie di contributi a fondo perduto o incentivi pubblici per investimenti produttivi, dove il CUP compare nelle fatture relative alle spese rendicontate a valere sul contributo. I commercialisti che assistono questi clienti nella fatturazione verso la PA o nella rendicontazione dei fondi pubblici devono quindi verificare, per ogni cliente e ogni progetto, quali codici vadano riportati in fattura.

Come FatturaSmart aiuta a gestire il Codice CUP in fattura

Compilare correttamente i campi CUP e CIG nella fattura elettronica destinata alla Pubblica Amministrazione può generare incertezza, soprattutto per chi emette questo tipo di fatture solo occasionalmente. Con FatturaSmart è possibile inserire il Codice CUP direttamente nei campi dedicati della fattura elettronica, mantenendo tracciata la corrispondenza tra progetto, contratto e documenti emessi, in un percorso pensato per essere semplice anche per chi non ha competenze tecniche approfondite in materia di appalti pubblici.

Per un quadro più ampio sugli adempimenti legati alla fatturazione verso enti pubblici, comprese le regole sul formato, sul Codice Destinatario e sui tempi di trasmissione, è utile consultare la guida completa alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione, che approfondisce anche il funzionamento dello split payment e degli altri codici obbligatori.

Domande Frequenti

Cos'è il Codice CUP e a cosa serve nella fatturazione elettronica?
Il Codice CUP (Codice Unico di Progetto) è un codice alfanumerico di 15 caratteri che identifica un investimento pubblico, come un'opera infrastrutturale, un incentivo o un contributo finanziato con risorse pubbliche. Il codice è gestito dal DIPE — Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri e serve a garantire la tracciabilità della spesa pubblica. Quando una fattura elettronica è collegata a un progetto di investimento pubblico, il CUP va indicato nel tracciato XML, in modo che l'ente committente possa associare correttamente il documento al relativo progetto. Con FatturaSmart il campo dedicato al CUP può essere compilato direttamente in fase di emissione della fattura.
Qual è la differenza tra Codice CUP e Codice CIG?
Il Codice CUP identifica l'intero progetto di investimento pubblico, dalla programmazione alla rendicontazione finale, ed è gestito dal DIPE — Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il Codice CIG, invece, identifica una singola procedura di gara o affidamento ed è assegnato dall'ANAC per garantire la tracciabilità dei pagamenti relativi a quel contratto specifico. Un unico progetto contrassegnato da un CUP può quindi comprendere più appalti, ciascuno con il proprio CIG. Nella fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione i due codici possono comparire insieme, a seconda di quanto richiesto dall'ente committente nella documentazione di gara.
Come si fa a richiedere il Codice CUP per un progetto pubblico?
Il Codice CUP viene richiesto dal soggetto titolare del progetto di investimento, generalmente il Responsabile Unico del Procedimento dell'ente pubblico, attraverso l'apposito portale online gestito dal DIPE — Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La richiesta avviene prima dell'avvio del progetto e comporta l'indicazione di informazioni come la natura dell'intervento, il soggetto beneficiario e la fonte di finanziamento. Una volta generato, il CUP viene comunicato ai fornitori e ai professionisti coinvolti nella realizzazione dell'opera, che dovranno riportarlo nelle fatture e negli altri documenti contabili collegati al progetto.
Il Codice CUP è sempre obbligatorio nelle fatture verso la Pubblica Amministrazione?
No, il Codice CUP è obbligatorio solo nelle fatture collegate a un progetto di investimento pubblico finanziato con risorse statali, regionali, comunitarie o del PNRR, come opere pubbliche, incentivi o contributi a fondo perduto. Per le forniture correnti di beni e servizi non legate a un progetto di investimento, generalmente non è richiesto. È comunque l'ente pubblico committente a comunicare al fornitore, già in fase di affidamento, se per quel contratto sia necessario indicare il CUP, il Codice CIG o entrambi nella fattura elettronica.
Cosa succede se il Codice CUP manca o è errato in fattura?
Un CUP mancante o errato in una fattura per cui è obbligatorio non comporta automaticamente lo scarto tecnico da parte del Sistema di Interscambio, ma può causare ritardi nei controlli contabili dell'ente pubblico e nella liquidazione del pagamento, poiché l'ente non riesce ad associare correttamente il documento al progetto di investimento. In alcuni casi l'amministrazione può richiedere l'emissione di una nota di variazione o sospendere la lavorazione della fattura fino alla correzione dei dati, motivo per cui è importante verificare il codice comunicato dall'ente prima dell'invio.

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