Cos’è l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche
L’imposta di bollo è un tributo disciplinato dal Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, che si applica a specifici atti e documenti, tra cui le fatture elettroniche che documentano operazioni non soggette a IVA o comunque prive dell’imposta esposta in fattura. Per chi opera con il ciclo attivo della fattura elettronica, il bollo non viene più materialmente apposto su un documento cartaceo, ma assolto in modalità virtuale: è il software di fatturazione, o direttamente il Sistema di Interscambio (SDI), a segnalare la presenza dell’imposta valorizzando l’apposito campo del tracciato XML.
Si tratta di un adempimento trasversale che riguarda soprattutto i contribuenti in regime forfettario, i professionisti che emettono fatture per prestazioni esenti (ad esempio in ambito sanitario o assicurativo) e, in generale, chiunque fatturi importi privi di IVA per effetto di un regime di esenzione, esclusione o non imponibilità.
Quando si applica il bollo di 2 euro in fattura
Operazioni esenti, escluse e fuori campo IVA
L’imposta di bollo scatta quando la fattura non espone l’IVA perché l’operazione rientra tra quelle esenti (art. 10 DPR 633/1972), escluse (art. 15 DPR 633/1972) o fuori campo IVA. È il caso tipico delle fatture emesse dai contribuenti in regime forfettario, che non addebitano l’IVA in rivalsa, oppure delle prestazioni sanitarie esenti ai sensi di legge. Le fatture con IVA regolarmente applicata, invece, non sono soggette a bollo, indipendentemente dall’importo, perché l’imposta di bollo è alternativa e non cumulabile con l’IVA sulla stessa operazione.
La soglia dei 77,47 euro
L’obbligo si applica solo se l’importo del documento supera i 77,47 euro, soglia fissata dall’art. 13 della Tariffa, Parte I, allegata al DPR 642/1972. Sotto tale soglia non è dovuta alcuna imposta di bollo. È importante osservare che il calcolo va effettuato sull’importo complessivo del documento privo di IVA e non sul singolo rigo, motivo per cui, in presenza di più causali o voci nella stessa fattura, occorre sommarle per verificare il superamento della soglia.
Come funziona l’assolvimento virtuale del bollo
Il ruolo del Sistema di Interscambio
Con l’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria, l’Agenzia delle Entrate ha sostituito la marca da bollo fisica con un meccanismo di assolvimento virtuale. Chi emette la fattura è tenuto a valorizzare correttamente il campo Bollo Virtuale presente nel tracciato XML FatturaPA, indicando l’importo dovuto (attualmente 2 euro). Il SDI raccoglie queste informazioni e le mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate, che predispone in automatico un prospetto riepilogativo consultabile nel Cassetto Fiscale del contribuente.
Versamento trimestrale tramite modello F24
Il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche avviene su base trimestrale, tramite modello F24, utilizzando i codici tributo dedicati comunicati dall’Agenzia delle Entrate. Le scadenze ordinarie sono generalmente fissate al 31 maggio per il primo trimestre, al 30 settembre per il secondo, al 30 novembre per il terzo e al termine di febbraio dell’anno successivo per il quarto. Dal 2021, grazie al Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 dicembre 2020, chi deve versare un importo complessivo inferiore a una determinata soglia per un trimestre può cumulare il pagamento con quello del trimestre successivo, riducendo così il numero di adempimenti nel corso dell’anno.
Riferimenti normativi
La disciplina dell’imposta di bollo sulle fatture è contenuta principalmente nel DPR 26 ottobre 1972, n. 642, e nella relativa Tariffa allegata (in particolare l’art. 13, Parte I). Le modalità operative di assolvimento virtuale per le fatture elettroniche sono state definite dal Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 17 giugno 2014 e successivamente aggiornate dal Decreto del 4 dicembre 2020, che ha semplificato le scadenze di versamento. Ulteriori chiarimenti operativi sono disponibili nelle guide pubblicate dall’Agenzia delle Entrate dedicate alla fatturazione elettronica.
Esempi pratici di applicazione del bollo
Un professionista in regime forfettario emette una fattura di 500 euro per una consulenza: non applicando l’IVA in fattura, e superando la soglia di 77,47 euro, deve indicare l’imposta di bollo di 2 euro nel campo dedicato del file XML. Diverso è il caso di uno studio associato che fattura in regime ordinario con IVA al 22%: in questo caso il bollo non è dovuto, perché l’operazione è già assoggettata a imposta sul valore aggiunto. Allo stesso modo, una prestazione sanitaria esente IVA di 150 euro sconta il bollo, mentre una prestazione della stessa natura ma di importo pari a 60 euro ne è esclusa perché sotto soglia.
Errori comuni da evitare
Tra gli errori più frequenti figura la dimenticanza di valorizzare il campo bollo virtuale su fatture esenti di importo superiore alla soglia, che espone il contribuente a sanzioni per omesso versamento. Altrettanto comune è l’errore opposto: applicare il bollo su fatture con IVA regolarmente esposta, generando un addebito indebito al cliente. Anche il mancato monitoraggio delle scadenze trimestrali di versamento tramite F24 può comportare l’applicazione di sanzioni e interessi, recuperabili tramite ravvedimento operoso se l’errore viene sanato spontaneamente.
Chi deve prestare particolare attenzione a questo adempimento
I freelancer e liberi professionisti che operano in regime forfettario si trovano ad applicare l’imposta di bollo su gran parte delle fatture emesse, non addebitando l’IVA in rivalsa. I commercialisti che gestiscono la fatturazione per conto di più clienti devono invece verificare, cliente per cliente, la corretta applicazione del bollo e il rispetto delle scadenze di versamento cumulativo, aspetto che diventa più complesso quando si gestiscono decine di posizioni fiscali differenti. Per un quadro più ampio degli adempimenti collegati, si può consultare la guida dedicata agli obblighi fiscali per chi ha partita IVA.
Come FatturaSmart semplifica la gestione dell’imposta di bollo
Calcolare manualmente su quali fatture applicare il bollo, verificare la soglia dei 77,47 euro e non dimenticare le scadenze trimestrali di versamento può diventare un’attività dispersiva, soprattutto per chi emette molti documenti nell’arco dell’anno. FatturaSmart individua automaticamente le fatture soggette a imposta di bollo in base alla presenza o assenza di IVA e all’importo del documento, valorizza correttamente il campo dedicato nel file XML inviato al Sistema di Interscambio e tiene traccia dell’importo complessivo dovuto trimestre per trimestre, così da non arrivare mai impreparati alla scadenza del versamento tramite F24.