Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Regime Ordinario

Cos'è il Regime Ordinario?

Regime fiscale naturale in cui il reddito è tassato con IRPEF progressiva, si applica l'IVA sulle operazioni e sono previsti obblighi contabili ordinari, alternativo al regime forfettario.

Fonti ufficiali: agenziaentrate.gov.it

Che cos’è il regime ordinario

Il regime ordinario è il regime fiscale “naturale” previsto dall’ordinamento italiano per l’esercizio di attività d’impresa, arte o professione. A differenza del regime forfettario, che prevede una tassazione sostitutiva agevolata riservata a chi rispetta determinati limiti di ricavi e altri requisiti, il regime ordinario si applica automaticamente a tutti i soggetti titolari di partita IVA che non hanno i requisiti per accedere a un regime agevolato, oppure che scelgono volontariamente di adottarlo pur avendone i requisiti.

Chi opera in regime ordinario è soggetto alla tassazione IRPEF calcolata sul reddito effettivo, secondo il meccanismo degli scaglioni progressivi previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986), ed è tenuto ad applicare l’IVA sulle proprie operazioni ai sensi del DPR 633/1972. Si tratta del regime più diffuso tra imprese di medie e grandi dimensioni, ma riguarda anche numerosi professionisti e liberi professionisti che superano i limiti di ricavi del forfettario o che, per le proprie caratteristiche operative, trovano più conveniente il regime ordinario.

Come funziona la tassazione nel regime ordinario

Aliquote IRPEF a scaglioni

Nel regime ordinario il reddito imponibile viene determinato come differenza tra ricavi e costi effettivamente sostenuti e documentati, e non tramite un coefficiente di redditività forfettario come avviene invece nel regime forfettario. Su questo reddito si applicano le aliquote IRPEF progressive per scaglioni, attualmente strutturate su tre livelli, a cui si sommano le addizionali regionali e comunali. Questo significa che, a differenza dell’aliquota fissa applicata nel forfettario, l’imposta cresce progressivamente con l’aumentare del reddito.

IVA e adempimenti dichiarativi

Chi adotta il regime ordinario deve applicare l’aliquota IVA prevista per ciascuna operazione (ordinaria al 22% o ridotta secondo i casi), procedere periodicamente alla liquidazione dell’imposta e versare l’eventuale IVA a debito. È inoltre tenuto alla presentazione della dichiarazione IVA annuale, della dichiarazione dei redditi con i relativi quadri (RE, RF o RG a seconda dell’attività) e, se applicabile, della dichiarazione IRAP.

Obblighi contabili e documentali

Registri obbligatori

Il regime ordinario comporta obblighi contabili più articolati rispetto ai regimi agevolati. In base al tipo di attività e al volume di ricavi, i soggetti in regime ordinario possono essere tenuti alla contabilità ordinaria (libro giornale, libro degli inventari, registri IVA) oppure, se rispettano determinati limiti dimensionali, alla contabilità semplificata, con la sola tenuta dei registri IVA integrati con le operazioni non rilevanti ai fini IVA.

Fatturazione elettronica nel regime ordinario

Come tutti i soggetti titolari di partita IVA operanti in Italia, anche chi è in regime ordinario è tenuto all’emissione della fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, salvo le limitate eccezioni previste dalla normativa. La corretta gestione del ciclo attivo e passivo delle fatture elettroniche è quindi un elemento centrale della vita quotidiana di chi opera in questo regime, e uno strumento software affidabile diventa fondamentale per non incorrere in errori o ritardi negli adempimenti.

Differenza tra regime forfettario e regime ordinario

La differenza principale tra i due regimi riguarda il metodo di determinazione del reddito imponibile e la relativa tassazione. Nel regime forfettario, riservato a chi non supera 85.000 euro di ricavi annui, il reddito si calcola applicando un coefficiente di redditività ai ricavi e si tassa con un’imposta sostitutiva al 15% (5% nei primi cinque anni di attività per chi ha i requisiti), senza applicazione dell’IVA sulle fatture emesse. Nel regime ordinario, invece, il reddito è dato dalla differenza tra ricavi e costi effettivi, si applica l’IVA sulle operazioni attive e la tassazione segue le aliquote IRPEF progressive, generalmente più elevate rispetto all’imposta sostitutiva del forfettario ma corrette da una base imponibile che tiene conto di tutti i costi realmente sostenuti.

Quando conviene il regime ordinario

Esempio pratico

Il regime ordinario può risultare più conveniente rispetto al forfettario in diverse situazioni: quando l’attività genera costi elevati e documentati (ad esempio investimenti in attrezzature, personale dipendente o collaboratori, canoni di locazione significativi) che ridurrebbero notevolmente il reddito imponibile effettivo rispetto a quello calcolato forfettariamente; quando i ricavi superano stabilmente la soglia di accesso al forfettario; oppure quando il soggetto ha necessità di detrarre l’IVA sugli acquisti, cosa non consentita nel regime forfettario.

Un professionista con 60.000 euro di ricavi annui e costi documentati per 30.000 euro, ad esempio, avrebbe un reddito imponibile di 30.000 euro nel regime ordinario. Nel forfettario, applicando un coefficiente di redditività del 78% tipico di molte attività professionali, il reddito imponibile sarebbe di 46.800 euro, nonostante l’aliquota sostitutiva più bassa. In casi simili, una valutazione comparativa puntuale, magari con il supporto di un commercialista, è indispensabile per scegliere il regime più conveniente.

Normativa di riferimento

La disciplina del regime ordinario trova fondamento nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986) per quanto riguarda la determinazione del reddito e le aliquote IRPEF, e nel DPR 633/1972 per la disciplina dell’imposta sul valore aggiunto. Il regime forfettario, alternativo a quello ordinario, è invece disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. Gli obblighi di fatturazione elettronica per tutti i soggetti IVA, incluso chi opera in regime ordinario, sono previsti dal D.Lgs 127/2015.

Come FatturaSmart supporta chi opera in regime ordinario

Gestire la fatturazione in regime ordinario significa confrontarsi quotidianamente con l’applicazione dell’IVA, la corretta indicazione delle aliquote, la generazione dello XML FatturaPA e l’invio tramite il Sistema di Interscambio. FatturaSmart semplifica questi adempimenti offrendo un’interfaccia intuitiva per l’emissione di fatture elettroniche, il calcolo automatico dell’IVA, il monitoraggio delle notifiche SDI e la conservazione digitale a norma dei documenti, con assistenza diretta via WhatsApp per chi ha bisogno di supporto immediato negli adempimenti quotidiani.

Regime ordinario: quale scelta per la propria attività

Chi si trova a scegliere tra regime ordinario e forfettario, o a valutare il passaggio da un regime all’altro, dovrebbe considerare non solo il carico fiscale immediato ma anche la struttura dei costi, le prospettive di crescita dei ricavi e le esigenze di detrazione IVA. Per una panoramica completa dei regimi fiscali disponibili per freelance e liberi professionisti, è possibile consultare la guida dedicata ai regimi fiscali per professionisti.

Domande Frequenti

Che cos'è il regime ordinario e chi deve adottarlo?
Il regime ordinario è il regime fiscale che si applica automaticamente ai titolari di partita IVA che non hanno i requisiti per un regime agevolato, come il regime forfettario, oppure che scelgono volontariamente di adottarlo. Prevede la tassazione IRPEF a scaglioni progressivi sul reddito effettivo, calcolato come differenza tra ricavi e costi documentati, e l'applicazione dell'IVA su tutte le operazioni imponibili secondo le aliquote previste dalla normativa vigente.
Qual è la differenza tra regime forfettario e regime ordinario?
La differenza principale riguarda il calcolo del reddito imponibile e la tassazione applicata. Nel regime forfettario il reddito si determina applicando un coefficiente di redditività ai ricavi e si tassa con un'imposta sostitutiva al 15% o al 5%, senza applicazione dell'IVA. Nel regime ordinario, invece, il reddito è dato dalla differenza tra ricavi e costi effettivi, si applica l'IVA sulle fatture emesse e la tassazione segue le aliquote IRPEF progressive, generalmente più alte ma calcolate su una base imponibile che considera tutti i costi realmente sostenuti.
Quando conviene passare dal regime forfettario al regime ordinario?
Il passaggio al regime ordinario può convenire quando i costi effettivi dell'attività sono elevati e ben documentati, riducendo significativamente il reddito imponibile rispetto al calcolo forfettario basato sul coefficiente di redditività, oppure quando i ricavi superano stabilmente la soglia di accesso al forfettario, fissata a 85.000 euro annui. Conviene inoltre a chi ha necessità di detrarre l'IVA sugli acquisti, possibilità esclusa nel regime forfettario. Una valutazione con un commercialista è sempre consigliata prima di decidere.
Come si fa a passare dal regime forfettario al regime ordinario?
Il passaggio dal regime forfettario al regime ordinario può avvenire per opzione volontaria, comunicata tramite il primo comportamento concludente e confermata in dichiarazione IVA, oppure per decadenza automatica quando si superano i limiti di ricavi o gli altri requisiti previsti dalla Legge 190/2014. Una volta nel regime ordinario, occorre iniziare ad applicare l'IVA sulle fatture, tenere i registri contabili previsti e, con FatturaSmart, gestire in modo semplice l'emissione delle fatture elettroniche con le nuove regole di aliquota e natura IVA.
Quali obblighi contabili comporta il regime ordinario?
Il regime ordinario comporta obblighi contabili più articolati rispetto ai regimi agevolati: a seconda del volume di ricavi e del tipo di attività, è richiesta la contabilità ordinaria, con libro giornale, libro degli inventari e registri IVA, oppure la contabilità semplificata con i soli registri IVA integrati. Sono inoltre obbligatorie la liquidazione periodica dell'IVA, la dichiarazione IVA annuale e la dichiarazione dei redditi con i quadri relativi all'attività svolta, oltre all'emissione della fattura elettronica per tutte le operazioni verso soggetti IVA e privati.

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