Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Codice Univoco Ufficio (IPA)

Cos'è il Codice Univoco Ufficio (IPA)?

Codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica l'ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario di una fattura elettronica, reperibile nell'Indice IPA (indicepa.gov.it).

Fonti ufficiali: indicepa.gov.it

Cos’è il Codice Univoco Ufficio

Il Codice Univoco Ufficio è un codice alfanumerico di sei caratteri che identifica in modo univoco l’ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario di una fattura elettronica. A differenza delle fatture emesse verso privati o aziende, quando si fattura verso un ente pubblico non basta indicare la denominazione dell’ente: occorre specificare con precisione quale ufficio, all’interno di quell’ente, deve ricevere il documento fiscale. È qui che entra in gioco il Codice Univoco Ufficio, spesso chiamato anche “codice IPA” perché reperibile all’interno dell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni.

Ogni amministrazione pubblica - un Comune, una Regione, un’Azienda Sanitaria Locale, un Ministero - può essere articolata in più uffici destinatari di fatturazione elettronica, ciascuno con il proprio codice univoco. Il codice consente al Sistema di Interscambio (SDI) di recapitare la fattura esattamente all’ufficio competente, evitando ritardi, smarrimenti o scarti dovuti a un instradamento errato.

Perché ha 6 caratteri e chi lo assegna

Il Codice Univoco Ufficio è composto da 6 caratteri alfanumerici (lettere e numeri) ed è assegnato e gestito centralmente attraverso l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), il registro ufficiale che censisce tutte le amministrazioni pubbliche italiane e i relativi uffici abilitati a ricevere fatture elettroniche. Ogni ente pubblico è tenuto a censire i propri uffici di fatturazione all’interno dell’IPA e a rendere pubblico il relativo codice, in modo che fornitori e professionisti possano reperirlo facilmente prima di emettere una fattura.

Come funziona nella fattura elettronica verso la PA

Quando si emette una fattura elettronica destinata a un ente pubblico, il Codice Univoco Ufficio non compare come campo a sé stante nel tracciato XML FatturaPA: viene inserito proprio nel campo “Codice Destinatario” del file XML, lo stesso campo che nelle fatture B2B contiene invece il codice del canale telematico del destinatario. Per la PA, quindi, il campo Codice Destinatario ospita i 6 caratteri del Codice Univoco Ufficio, e questo permette al SDI di recapitare correttamente il documento senza passare da un intermediario generico.

Dove si trova il Codice Univoco Ufficio: l’Indice IPA

Per reperire il Codice Univoco Ufficio corretto è necessario consultare l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, disponibile sul portale ufficiale indicepa.gov.it. La procedura di ricerca è semplice:

  1. Accedere al portale IPA e utilizzare la funzione di ricerca amministrazioni.
  2. Individuare l’ente pubblico destinatario (ad esempio un Comune o una ASL).
  3. Consultare la sezione dedicata agli uffici di fatturazione elettronica dell’ente.
  4. Annotare il Codice Univoco Ufficio (6 caratteri) associato all’ufficio corretto, verificando eventualmente con l’ente stesso in caso di dubbi su quale ufficio sia competente per la fornitura specifica.

È buona prassi verificare il codice prima di ogni fattura verso enti con cui non si ha una relazione consolidata, perché alcuni enti gestiscono più uffici di fatturazione (ad esempio uffici tecnici, uffici acquisti, uffici sanitari) ciascuno con un proprio codice.

Codice Univoco Ufficio vs Codice Destinatario

È frequente confondere il Codice Univoco Ufficio con il Codice Destinatario standard, ma si tratta di due concetti distinti seppur collegati. Il Codice Destinatario “ordinario” è un codice di 7 caratteri che identifica il canale telematico - software gestionale o intermediario - attraverso cui un soggetto privato riceve le fatture elettroniche. Il Codice Univoco Ufficio, invece, è composto da 6 caratteri ed è specifico per la Pubblica Amministrazione: identifica direttamente l’ufficio pubblico destinatario, non un intermediario. Nel tracciato XML entrambi occupano lo stesso campo tecnico, ma la lunghezza e la fonte del dato sono diverse: 7 caratteri e canale telematico per i privati, 6 caratteri e ufficio IPA per la PA.

Riferimenti normativi

L’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione è stato introdotto dalla Legge 244/2007 (Legge Finanziaria 2008), articolo 1, commi 209-214, e reso operativo dal Decreto Ministeriale 55/2013, che disciplina il formato FatturaPA e le regole tecniche di trasmissione tramite il SDI. È proprio il DM 55/2013 a stabilire l’utilizzo del Codice Univoco Ufficio quale elemento necessario per l’instradamento delle fatture verso gli uffici censiti nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni, gestito ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).

Esempi pratici

Un esempio con architetti e ingegneri

Un professionista che presta servizi di progettazione per un Comune deve, prima di emettere fattura, individuare sull’IPA il Codice Univoco Ufficio dell’ufficio tecnico comunale competente per l’appalto. Per gli architetti e ingegneri, che lavorano spesso con enti pubblici su incarichi di progettazione e direzione lavori, questo passaggio si somma ad altri adempimenti tipici della fatturazione PA, come l’indicazione del Codice CIG e del Codice CUP relativi alla commessa, oltre alla gestione dello split payment quando applicabile.

Un esempio con commercialisti che fatturano per conto dei clienti

I commercialisti che gestiscono la fatturazione delegata per più clienti che lavorano con la PA devono spesso reperire e archiviare i Codici Univoco Ufficio di diversi enti, uno per ciascun cliente e ciascuna commessa pubblica. Un errore nel codice si traduce in uno scarto della fattura da parte del SDI, con conseguente ritardo nei pagamenti per il cliente finale: per questo motivo è consigliabile conservare uno storico aggiornato dei codici IPA utilizzati per ciascun ente.

Errori comuni e conseguenze

L’errore più frequente consiste nell’inserire il Codice Univoco Ufficio di un ufficio non più attivo, oppure di un ufficio diverso da quello effettivamente competente per la fornitura. In questi casi il SDI respinge la fattura con una notifica di scarto, riportando uno dei codici di errore SDI relativi all’instradamento verso la PA. La fattura scartata non si considera mai emessa: occorre correggerla e ritrasmetterla, con il rischio di superare i termini di pagamento contrattuali se l’errore non viene individuato tempestivamente.

Come FatturaSmart semplifica la fatturazione verso la PA

Gestire manualmente i Codici Univoco Ufficio di più enti, insieme a codici CIG, CUP e split payment, può diventare complesso soprattutto per chi emette fatture verso la PA solo occasionalmente. FatturaSmart guida l’utente nella compilazione della fattura elettronica verso enti pubblici, riducendo il rischio di errori di instradamento e offrendo assistenza diretta via WhatsApp per chiarire dubbi su codici e adempimenti specifici. Per una panoramica completa degli adempimenti richiesti, consulta la guida alla fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione.

Domande Frequenti

Cos'è il Codice Univoco Ufficio e a cosa serve?
Il Codice Univoco Ufficio è un codice alfanumerico di 6 caratteri che identifica in modo univoco l'ufficio della Pubblica Amministrazione destinatario di una fattura elettronica. Viene assegnato attraverso l'Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) e serve al Sistema di Interscambio per recapitare correttamente il documento fiscale all'ufficio pubblico competente, evitando scarti o ritardi nella consegna.
Come si fa a trovare il Codice Univoco Ufficio di un ente pubblico?
Per trovare il Codice Univoco Ufficio occorre consultare l'Indice delle Pubbliche Amministrazioni sul portale ufficiale indicepa.gov.it, cercare l'ente destinatario (ad esempio un Comune o un'Azienda Sanitaria) e individuare, nella sezione dedicata alla fatturazione elettronica, l'ufficio corretto con il relativo codice a 6 caratteri. In caso di dubbi su quale ufficio sia competente, è consigliabile contattare direttamente l'ente prima di emettere la fattura.
Che differenza c'è tra Codice Univoco Ufficio e Codice Destinatario?
Il Codice Univoco Ufficio è composto da 6 caratteri ed è specifico per la Pubblica Amministrazione: identifica direttamente l'ufficio pubblico che deve ricevere la fattura, secondo quanto censito nell'Indice IPA. Il Codice Destinatario ordinario, invece, è composto da 7 caratteri e identifica il canale telematico, cioè il software o l'intermediario, attraverso cui un soggetto privato riceve le fatture elettroniche dal Sistema di Interscambio. Nel tracciato XML entrambi i codici occupano lo stesso campo tecnico, ma la lunghezza e la fonte del dato sono differenti.
Cosa succede se inserisco un Codice Univoco Ufficio sbagliato in fattura?
Se il Codice Univoco Ufficio inserito in fattura non corrisponde a un ufficio attivo o competente, il Sistema di Interscambio scarta il documento e invia una notifica di scarto con un codice di errore specifico. La fattura scartata non si considera mai emessa: è necessario correggere il codice, verificandolo nuovamente sull'Indice IPA, e ritrasmettere il documento, prestando attenzione a non superare i termini di pagamento previsti dal contratto con l'ente pubblico. Strumenti come FatturaSmart aiutano a individuare rapidamente l'errore segnalato dal SDI.
Il Codice Univoco Ufficio è obbligatorio per tutte le fatture verso la PA?
Sì, il Codice Univoco Ufficio è un elemento obbligatorio per qualsiasi fattura elettronica emessa verso la Pubblica Amministrazione, in base al Decreto Ministeriale 55/2013 che disciplina il formato FatturaPA. Senza questo codice il Sistema di Interscambio non è in grado di recapitare la fattura all'ufficio pubblico corretto, e il documento viene scartato prima ancora di essere consegnato. È quindi indispensabile verificarlo sull'Indice IPA per ogni nuovo ente o ufficio con cui si inizia un rapporto di fornitura.

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