Cos’è la fattura differita
La fattura differita è un documento fiscale che permette di raggruppare in un’unica fattura elettronica più cessioni di beni o prestazioni di servizi effettuate nello stesso mese solare nei confronti del medesimo cliente. Si tratta di una facoltà, non di un obbligo, pensata per semplificare la gestione amministrativa di rapporti commerciali continuativi, come forniture ricorrenti o consegne frequenti.
A differenza della fattura immediata, che va emessa entro dodici giorni dal momento in cui l’operazione si considera effettuata, la fattura differita consente di posticipare l’emissione fino al giorno 15 del mese successivo a quello in cui sono avvenute le cessioni o le prestazioni, purché queste siano correttamente documentate.
Come funziona la fattura differita
Il funzionamento della fattura differita si basa su un principio semplice: al momento della singola consegna o prestazione non viene emessa alcuna fattura elettronica, ma l’operazione viene tracciata attraverso un documento idoneo. Solo alla fine del mese, tutte le operazioni effettuate verso lo stesso cliente vengono riepilogate in un’unica fattura, che riporta il dettaglio di ciascuna cessione o prestazione con la relativa data.
Il ruolo del DDT
Per le cessioni di beni, il presupposto indispensabile per emettere una fattura differita è l’esistenza di un DDT (Documento di Trasporto), o di altro documento idoneo, che accompagni la merce e ne attesti in modo certo la data di consegna o spedizione. La fattura differita deve richiamare gli estremi di tutti i DDT emessi nel mese di riferimento verso quel cliente, indicandone numero e data. Senza un DDT regolarmente compilato, l’emissione della fattura differita per le cessioni di beni non è legittima.
Per le prestazioni di servizi, invece, non è richiesto il DDT ma è necessario disporre di “idonea documentazione” che provi con certezza il momento in cui la prestazione è stata resa, ad esempio un contratto, una nota di consegna del servizio o una comunicazione scritta al cliente.
I codici documento TD24 e TD25
Nel tracciato XML FatturaPA, il campo Tipo Documento (codici TD) permette al Sistema di Interscambio (SDI) di riconoscere la natura differita della fattura:
- TD24: fattura differita relativa a cessioni di beni documentate da DDT o documento equivalente, ai sensi dell’articolo 21, comma 4, lettera a) del DPR 633/1972.
- TD25: fattura differita per le operazioni triangolari interne (cessione di beni effettuata dal cessionario verso un terzo per il tramite del proprio cedente), art. 21 c.4 lett. b). Le prestazioni di servizi differite si emettono con TD24.
L’indicazione corretta del codice TD è fondamentale: un errore in questo campo può generare uno scarto o comunque una discrepanza tra il documento e la sua reale natura fiscale, con possibili conseguenze in fase di controllo.
Normativa di riferimento
La disciplina della fattura differita è contenuta nell’articolo 21, comma 4, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, il testo che regola l’imposta sul valore aggiunto in Italia. La norma prevede due ipotesi principali:
- la lettera a) consente di emettere un’unica fattura (TD24), entro il giorno 15 del mese successivo, per le cessioni di beni effettuate nel mese solare precedente verso lo stesso soggetto e risultanti da documento di trasporto, nonché per le prestazioni di servizi individuabili tramite idonea documentazione;
- la lettera b) riguarda le operazioni triangolari interne (TD25), cioè le cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un soggetto terzo per il tramite del proprio cedente.
In entrambi i casi, la fattura differita deve riportare separatamente ciascuna operazione, con la data e gli estremi identificativi dei documenti di riferimento (numero e data del DDT o della documentazione equivalente), oltre agli elementi obbligatori previsti per ogni fattura elettronica, come l’Aliquota IVA applicata e, quando pertinente, i Codici Natura IVA (N1-N7).
Fattura differita e fattura immediata: le differenze principali
La differenza principale tra fattura differita e fattura immediata riguarda i tempi di emissione e il numero di operazioni che possono confluire in un unico documento. La fattura immediata, identificata dal codice TD01, deve essere emessa entro dodici giorni dal momento di effettuazione dell’operazione e riguarda, di norma, una singola cessione o prestazione. La fattura differita, invece, consente di accorpare più operazioni verso lo stesso cliente in un unico documento mensile, ma richiede la presenza di un DDT o di documentazione idonea per ciascuna cessione o prestazione riepilogata.
Un altro aspetto rilevante riguarda la liquidazione dell’IVA: anche se la fattura viene emessa il mese successivo, l’imposta relativa a ciascuna operazione concorre alla Liquidazione IVA (LIPE) del mese in cui l’operazione è stata effettuata, non del mese di emissione della fattura. Questo aspetto va tenuto presente per evitare errori nella determinazione del periodo di imposta corretto.
Esempi pratici
Un esempio tipico riguarda un grossista che consegna merce più volte nello stesso mese allo stesso cliente: anziché emettere una fattura elettronica dopo ogni consegna, accompagna ogni spedizione con un DDT e, entro il 15 del mese successivo, emette un’unica fattura differita di tipo TD24 che riepiloga tutte le consegne del mese, richiamando gli estremi dei relativi DDT.
Un secondo esempio riguarda un fornitore di servizi di manutenzione che effettua più interventi nel corso del mese presso lo stesso cliente: se ogni intervento è documentato da un rapportino di lavoro o da una nota firmata dal cliente, il fornitore può emettere entro il 15 del mese successivo un’unica fattura differita di tipo TD24 che riepiloga tutti gli interventi svolti.
Chi utilizza più spesso la fattura differita
La fattura differita è particolarmente diffusa tra le imprese che effettuano consegne ricorrenti, ma è utile conoscerla anche per chi gestisce la fatturazione per conto terzi. I Commercialisti, ad esempio, si trovano spesso a dover verificare la corretta emissione delle fatture differite dei propri clienti, controllando la coerenza tra DDT, documentazione di supporto e fatture riepilogative. Anche i Freelancer e Liberi Professionisti che erogano servizi continuativi verso uno stesso cliente, come consulenze mensili o interventi ricorrenti, possono valutare l’utilizzo della fattura differita per semplificare la propria gestione amministrativa, purché dispongano della documentazione idonea richiesta dalla normativa.
Come FatturaSmart semplifica la gestione della fattura differita
Gestire manualmente il collegamento tra DDT, documentazione di supporto e fattura riepilogativa può essere complesso, soprattutto quando le operazioni da raggruppare sono numerose. FatturaSmart aiuta a tenere traccia delle consegne e delle prestazioni da fatturare nel corso del mese, a compilare correttamente il campo Tipo Documento con i codici TD24 o TD25 e a generare l’XML FatturaPA nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa, riducendo il rischio di errori o di scarti da parte del Sistema di Interscambio. In caso di dubbi sulla corretta compilazione, l’assistenza diretta via WhatsApp di FatturaSmart consente di ricevere supporto rapido anche su casi specifici legati alla fatturazione differita.
Per una panoramica completa sul funzionamento della fatturazione elettronica in Italia, dagli obblighi ai codici del tracciato XML, consulta la Guida Completa alla Fatturazione Elettronica.