Cos’è il tipo documento nella fattura elettronica
Nel tracciato XML della fattura elettronica, il campo TipoDocumento contiene un codice alfanumerico - da TD01 a TD29 - che indica la natura del documento trasmesso attraverso il Sistema di Interscambio (SDI). Non si tratta di un dettaglio tecnico secondario: il codice TD determina come il documento viene interpretato dal destinatario, dai software gestionali e dagli stessi sistemi dell’Agenzia delle Entrate, influenzando la contabilizzazione, la liquidazione IVA e persino gli obblighi di conservazione digitale.
Ogni fattura, nota di variazione, autofattura o documento assimilato deve riportare il codice TD corretto all’interno del tag TipoDocumento del file XML FatturaPA. Un codice errato può generare uno scarto da parte dello SDI oppure, peggio, un documento formalmente accettato ma contabilmente scorretto.
Come funziona la codifica dei tipi documento
I codici TD sono definiti dalle specifiche tecniche del tracciato FatturaPA, allegate al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 89757 del 30 aprile 2018 e successive modifiche (da ultimo il provvedimento n. 374343 del 2021, che ha ampliato l’elenco fino a TD29 per recepire gli obblighi di integrazione IVA e i nuovi casi di autofattura). Il codice va inserito nel blocco DatiGeneraliDocumento del file XML e viene letto automaticamente dai sistemi di interscambio e dai software di contabilità.
I codici base: fatture e note di variazione (TD01-TD08)
- TD01: fattura ordinaria, il documento più comune, utilizzato sia per la fattura immediata sia in molti casi generici.
- TD02: acconto o anticipo su fattura.
- TD03: acconto o anticipo su parcella, tipicamente utilizzato dai professionisti.
- TD04: nota di credito, utilizzata per stornare in tutto o in parte una fattura già emessa.
- TD05: nota di debito, l’operazione opposta alla nota di credito, con cui si integra un importo già fatturato.
- TD06: parcella, tipicamente emessa da professionisti per prestazioni con contributo previdenziale o ritenuta d’acconto.
- TD07 e TD08: fattura semplificata e relativa nota di credito semplificata.
I codici per autofatture e integrazioni IVA (TD16-TD21)
Con l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche ai rapporti con l’estero, l’Agenzia delle Entrate ha introdotto una serie di codici dedicati alle operazioni di reverse charge e alle autofatture:
- TD16: integrazione fattura reverse charge interno.
- TD17: integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero.
- TD18: integrazione per acquisto di beni intracomunitari.
- TD19: integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17, comma 2, DPR 633/1972.
- TD20: autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture, ai sensi dell’art. 6, comma 9-bis, del D.Lgs. 471/1997 (o art. 46, comma 5, del D.L. 331/1993).
- TD21: autofattura per splafonamento, ovvero il superamento del plafond IVA da parte degli esportatori abituali.
Altri codici TD: PA, dogana e casi particolari (TD22-TD29)
L’elenco si completa con codici destinati a situazioni specifiche: TD22 e TD23 per l’estrazione di beni da un deposito IVA, TD24 e TD25 per la fattura differita (rispettivamente per beni consegnati con DDT e per operazioni triangolari), TD26 per la cessione di beni ammortizzabili, TD27 per l’autoconsumo o le cessioni gratuite, TD28 per gli acquisti da San Marino con IVA esposta in fattura, e TD29 per la comunicazione di violazione degli obblighi di fatturazione elettronica prevista dall’art. 6, comma 8, del D.Lgs. 471/1997.
Riferimenti normativi
Il quadro normativo di riferimento combina disposizioni fiscali generali e regole tecniche specifiche:
- L’art. 21 del DPR 633/1972 disciplina il contenuto obbligatorio della fattura, incluso l’obbligo di identificarne correttamente la natura.
- Il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 89757/2018, e i successivi aggiornamenti, definisce le specifiche tecniche del tracciato XML, incluso l’elenco completo dei codici TD.
- Il D.Lgs. 471/1997, agli articoli 6 e 26, disciplina i casi di autofattura per regolarizzazione, splafonamento e violazioni degli obblighi di fatturazione.
- Le regole di reverse charge previste dall’art. 17 del DPR 633/1972 sono direttamente collegate ai codici TD16-TD19.
Esempi pratici di utilizzo dei codici TD
Un libero professionista che emette una parcella con ritenuta d’acconto utilizzerà tipicamente il codice TD06. Un’azienda che riceve una fattura da un fornitore comunitario dovrà predisporre un documento di integrazione con codice TD18, o TD17 per i servizi, da inviare comunque allo SDI ai fini della comunicazione delle operazioni transfrontaliere, in sostituzione del vecchio esterometro. Un commercialista che gestisce più clienti in contabilità ordinaria si troverà spesso a dover applicare TD04 per gestire resi e storni, oppure TD24 e TD25 nei casi di fattura differita legata a consegne documentate da DDT.
Un errore frequente riguarda la confusione tra TD01 e TD24: se la fattura viene emessa entro il giorno 15 del mese successivo alla consegna, documentata da uno o più documenti di trasporto, il codice corretto è TD24 e non TD01. Analogamente, molti confondono TD04, nota di credito, con TD05, nota di debito: il primo riduce l’importo dovuto, il secondo lo aumenta.
Errori comuni e conseguenze di un codice TD sbagliato
Un codice TD non coerente con il contenuto del documento può generare una notifica di scarto da parte dello SDI, con la conseguente necessità di correggere e ritrasmettere la fattura entro i termini previsti per evitare sanzioni. Anche quando il documento viene accettato dal sistema, un codice TD errato può causare difficoltà nella contabilizzazione automatica da parte del destinatario, errori nella liquidazione IVA periodica o discrepanze nei controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate. Per un approfondimento sulle segnalazioni di errore restituite dal sistema, si veda la voce codici di errore SDI.
Come FatturaSmart aiuta a gestire i codici TD
Individuare manualmente il codice TD corretto per ogni tipologia di documento richiede esperienza e attenzione, soprattutto per operazioni meno comuni come le autofatture o le integrazioni per acquisti esteri. FatturaSmart semplifica questo passaggio proponendo automaticamente il codice TD più appropriato in base al tipo di documento che si sta creando, fattura ordinaria, nota di credito, autofattura o fattura differita, riducendo il rischio di errori e di conseguenti scarti da parte dello SDI. La piattaforma è pensata sia per liberi professionisti e freelance, che devono gestire in autonomia casi come parcelle con ritenuta o operazioni verso l’estero, sia per commercialisti che seguono più clienti con tipologie di documento diverse. Per una panoramica completa sul funzionamento della fatturazione elettronica, incluse le fasi di trasmissione e ricezione tramite SDI, consulta la Guida Completa alla Fatturazione Elettronica.