Ultimo aggiornamento: 14/07/2026

Nota di Credito

Cos'è la Nota di Credito?

La nota di credito è un documento fiscale (tipo documento TD04) che storna, in tutto o in parte, una fattura già emessa per correggere errori, resi, sconti o abbuoni.

Fonti ufficiali: agenziaentrate.gov.it

Cos’è la nota di credito

La nota di credito è un documento fiscale elettronico con cui un soggetto passivo IVA rettifica, in tutto o in parte, una fattura già emessa e trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio (SDI). Nel tracciato XML della fattura elettronica viene identificata dal tipo documento TD04 e serve a “stornare”, cioè annullare o ridurre, gli importi indicati in una fattura precedente.

A differenza di una nuova fattura, la nota di credito non documenta un’operazione autonoma ma fa sempre riferimento a un documento già trasmesso al SDI, del quale corregge imponibile, IVA o entrambi. È uno strumento fondamentale per mantenere la contabilità coerente con la realtà economica delle operazioni, evitando di dover annullare manualmente fatture già inviate, operazione non prevista dalla normativa sulla fatturazione elettronica.

A cosa serve e quando si emette

La nota di credito si utilizza in diverse situazioni operative, tutte accomunate dalla necessità di ridurre l’importo dovuto dal cliente rispetto a quanto originariamente fatturato.

Correzione di errori di fatturazione

Se in una fattura elettronica sono stati indicati un prezzo, una quantità o un’aliquota IVA errati, non è possibile modificare o eliminare il documento già accettato dal SDI. L’unico modo per correggere l’errore è emettere una nota di credito che annulli, in tutto o in parte, l’importo sbagliato, eventualmente seguita da una nuova fattura corretta.

Resi di merce

Quando un cliente restituisce beni acquistati, il venditore emette una nota di credito per l’importo dei beni resi, riducendo di conseguenza l’imponibile e l’IVA dovuta. È una prassi comune nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, oltre che nell’e-commerce B2B.

Sconti e abbuoni concessi successivamente

Se un fornitore riconosce uno sconto dopo l’emissione della fattura, ad esempio per raggiungimento di soglie di fatturato o per accordi commerciali successivi, la nota di credito è lo strumento corretto per formalizzare la riduzione del corrispettivo dovuto.

Come funziona la nota di credito elettronica

Il tipo documento TD04

Nel file XML FatturaPA, il campo TipoDocumento distingue le diverse tipologie di documento: la fattura ordinaria è TD01, mentre la nota di credito è identificata dal codice TD04. Questo codice indica al sistema e agli operatori contabili che si tratta di un documento che riduce, e non aumenta, quanto dovuto rispetto a un’operazione precedente.

Riferimento alla fattura originaria

Una nota di credito ben strutturata deve richiamare gli estremi della fattura che rettifica: numero, data ed eventualmente il progressivo di trasmissione. Questo collegamento è essenziale sia per la corretta imputazione contabile sia per eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Invio tramite il Sistema di Interscambio

Come una fattura ordinaria, anche la nota di credito viene generata in formato XML, firmata digitalmente se necessario tramite firma digitale, e trasmessa al Sistema di Interscambio indicando il corretto codice destinatario del cliente. Il SDI restituisce le consuete notifiche SDI di esito, e in caso di problemi una notifica di scarto con relativo codice di errore.

Riferimenti normativi

La disciplina delle variazioni in diminuzione è contenuta nell’articolo 26 del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, che regola i presupposti e i termini per l’emissione delle note di credito ai fini IVA. La norma distingue tra variazioni non soggette a termini particolari, come la correzione di errori materiali, e variazioni la cui detrazione dell’IVA deve avvenire entro il termine per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all’anno in cui si è verificato il presupposto della rettifica.

Le regole tecniche sul formato e la trasmissione della nota di credito elettronica seguono le stesse specifiche tecniche della fattura elettronica, definite dall’Agenzia delle Entrate nel provvedimento sul tracciato FatturaPA, consultabile anche sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Nota di credito e IVA: gli effetti fiscali

Dal punto di vista fiscale, la nota di credito produce una riduzione dell’imponibile e, di conseguenza, dell’IVA a debito per chi la emette e dell’IVA detratta da chi la riceve. È quindi fondamentale registrarla correttamente nei registri IVA e includerla nella liquidazione IVA del periodo di competenza, per evitare disallineamenti che potrebbero emergere in caso di controllo.

Va inoltre prestata attenzione alla coerenza tra l’aliquota IVA applicata nella nota di credito e quella della fattura originaria: un errore su questo punto può generare ulteriori complicazioni contabili e la necessità di ulteriori rettifiche.

Nota di credito vs nota di debito

Mentre la nota di credito riduce l’importo dovuto dal cliente, la nota di debito svolge la funzione opposta: integra una fattura già emessa aumentando quanto dovuto, ad esempio per maggiori corrispettivi non fatturati o interessi di mora, e viene emessa con tipo documento TD05 anziché TD04. Conoscere la differenza tra i due documenti è importante soprattutto per i professionisti che gestiscono la fatturazione per conto di terzi, come i commercialisti, che devono garantire coerenza tra le rettifiche emesse per i propri clienti.

Esempio pratico

Un libero professionista emette una fattura da 1.000 euro più IVA per una prestazione di consulenza, ma si accorge successivamente di aver applicato un’aliquota IVA errata. Poiché la fattura è già stata accettata dal SDI e non può essere modificata, il professionista emette una nota di credito TD04 di importo pari alla fattura originaria, azzerandola contabilmente, e successivamente trasmette una nuova fattura con i dati corretti. In questo modo la contabilità resta tracciabile e coerente con quanto comunicato all’Agenzia delle Entrate.

Come FatturaSmart semplifica l’emissione delle note di credito

Gestire manualmente il collegamento tra una nota di credito e la fattura originaria, il corretto codice TD04 e le aliquote IVA può essere complesso, soprattutto per chi non ha competenze contabili approfondite. FatturaSmart permette di generare una nota di credito partendo direttamente dalla fattura da rettificare, riportando automaticamente i riferimenti necessari e riducendo il rischio di errori formali che potrebbero causare uno scarto da parte del SDI. Per chi ha dubbi operativi, l’assistenza diretta via WhatsApp consente di ricevere supporto rapido nella gestione dei casi più complessi.

Per una panoramica completa sul funzionamento della fatturazione elettronica in Italia, inclusi obblighi, tipi di documento e invio tramite SDI, consulta la Guida Completa alla Fatturazione Elettronica.

Domande Frequenti

Cos'è la nota di credito e quando si usa?
La nota di credito è un documento fiscale elettronico che permette di rettificare, in tutto o in parte, una fattura già emessa e trasmessa tramite il Sistema di Interscambio. Si utilizza per correggere errori di fatturazione, gestire resi di merce, applicare sconti o abbuoni concordati successivamente con il cliente, riducendo così l'imponibile e l'IVA originariamente addebitati.
Come fare una nota di credito elettronica?
Per emettere una nota di credito elettronica è necessario generare un file XML in formato FatturaPA con tipo documento TD04, riportando i riferimenti della fattura originaria (numero e data), gli importi da stornare e la stessa aliquota IVA applicata inizialmente. Il file va poi firmato digitalmente, se richiesto, e trasmesso tramite il Sistema di Interscambio come una normale fattura elettronica. Con FatturaSmart la procedura è guidata e automatizzata, riducendo il rischio di errori.
Qual è la differenza tra nota di credito e nota di debito?
La nota di credito riduce l'importo dovuto dal cliente, ad esempio per resi, sconti o errori che hanno gonfiato la fattura originaria, ed è identificata dal tipo documento TD04. La nota di debito, al contrario, integra una fattura già emessa aumentando l'importo dovuto, come nel caso di maggiori corrispettivi o interessi di mora, e si emette come tipo documento TD05. Entrambe fanno riferimento alla fattura originale.
Entro quanto tempo si può emettere una nota di credito?
Non esiste un termine fisso unico: per correggere errori o applicare variazioni in aumento dell'imponibile non ci sono limiti temporali stringenti, mentre per le note di credito che comportano una diminuzione dell'IVA dovuta, ai sensi dell'articolo 26 del DPR 633/1972, il termine coincide con quello per la presentazione della dichiarazione IVA relativa all'anno in cui si è verificato il presupposto della rettifica, salvo casi particolari come le procedure concorsuali.

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